8 Marzo 2026, domenica
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Appendino: “Il PNRR trasformato in piano di riarmo. Scelte gravi, la destra chieda scusa agli italiani”

La vicepresidente del M5S attacca il governo: “Da asili e sanità a missili e armi. Una svolta bellicista che colpisce i più deboli. Domani saremo in piazza contro la corsa al riarmo e il genocidio a Gaza”.

PNRR, Appendino all’attacco: “Dai fondi per il welfare a quelli per le armi. Uno stravolgimento inaccettabile”

Una denuncia dura, senza giri di parole. La vicepresidente del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino ha lanciato un attacco frontale al governo Meloni durante un intervento alla trasmissione Tagadà su La7, accusando l’esecutivo di aver stravolto la natura originaria del PNRR, convertendolo da strumento di rilancio sociale ed economico a leva per potenziare la spesa militare.

Trasformare il PNRR in un piano di riarmo è di una gravità inaudita”, ha dichiarato Appendino. “Siamo passati dai fondi destinati ad asili nido e sanità pubblica a risorse dirottate verso missili e armamenti. Tutto il contrario dello spirito con cui il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza era nato”.

Nel mirino dell’ex sindaca di Torino, la decisione del governo di incrementare in modo consistente la spesa militare, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere il 5% del PIL destinato alla difesa, in linea con le richieste NATO. Una scelta che, secondo il M5S, avviene a discapito del welfare e dei diritti dei cittadini.

“Chi martedì approverà lo scempio di 100 miliardi di euro in più per le armi dovrà chiedere scusa agli italiani”, ha incalzato Appendino, “ai cassintegrati a cui è stato negato il sostegno al reddito, ai pensionati a cui non è stato adeguato l’assegno al carovita, ai cittadini lasciati senza cure perché la sanità è stata definanziata. Quando si tratta delle persone, la coperta è sempre corta. Ma per gli armamenti, i soldi si trovano sempre”.

Il Movimento 5 Stelle, ha sottolineato Appendino, ha scelto con chiarezza da che parte stare. E domani sarà di nuovo in piazza, con la sua base, per manifestare contro quella che definisce “una follia bellicista”, per dire no al “genocidio in corso a Gaza” e per difendere un’idea di Europa fondata sul welfare e sulla pace, non sulla corsa agli armamenti.

“Noi non ci stiamo a un’Europa che baratta i diritti sociali con la logica del riarmo”, ha concluso. “Serve una visione alternativa, che metta al centro le persone, non i bilanci militari”.

Il messaggio è chiaro: il M5S rilancia la sua opposizione alla linea atlantista dell’attuale esecutivo, rivendicando una politica estera e sociale ispirata ai principi costituzionali di ripudio della guerra e tutela della dignità dei cittadini.

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