Sbarra al governo, pioggia di critiche: “Premiato chi si è opposto al salario minimo”
La nomina di Luigi Sbarra, già segretario generale della CISL, a Sottosegretario con delega al Sud ha innescato una polemica politica che rischia di lasciare strascichi profondi, tanto più perché giunta a ridosso dei referendum sul lavoro, che hanno portato alle urne oltre 14 milioni di cittadini.
A sollevare con forza la questione è Chiara Appendino, deputata e vicepresidente del Movimento 5 Stelle, che definisce la decisione dell’esecutivo “un segnale politico gravissimo” e chiede conto, con un’interrogazione presentata insieme ai parlamentari M5S in Commissione Lavoro, delle reali motivazioni alla base di questa nomina.
“Non è possibile – dichiara Appendino – derubricare a semplice coincidenza il fatto che proprio Sbarra, tra i principali oppositori al salario minimo legale e protagonista del disimpegno dalle mobilitazioni sindacali unitarie, venga oggi premiato con un incarico governativo”. La nomina, sostiene, non solo mina ulteriormente la già fragile credibilità dell’esecutivo su un tema centrale come il lavoro, ma rappresenta anche “uno schiaffo al Mezzogiorno”, che avrebbe bisogno di risposte concrete, investimenti strutturali e visione strategica, non di “nomine opache di natura politica”.
Appendino accusa il governo di aver scelto deliberatamente una figura sindacale che si è distinta per la sua prudenza nei confronti dell’esecutivo, parlando di “incarico su misura per chi ha scelto di non disturbare il manovratore”.
Il Movimento 5 Stelle promette battaglia e annuncia che non smetterà di denunciare tutte le decisioni che, a loro avviso, allontanano il Paese da un modello di sviluppo equo e rispettoso dei diritti dei lavoratori.
In un clima già arroventato dal voto referendario, la nomina di Sbarra rischia ora di trasformarsi in un caso politico, con il Sud ancora una volta al centro di manovre che, secondo l’opposizione, poco hanno a che fare con le reali esigenze del territorio.
