5 Ottobre 2026, lunedì
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Maturità 2025 al via: tra le tracce Pasolini, Borsellino, Tomasi di Lampedusa e il valore del rispetto

Oltre mezzo milione di studenti affrontano la prima prova scritta dell’esame di Stato. Sette le tracce proposte: si spazia dalla letteratura alla storia, dalla filosofia all’attualità. Sei ore per dare forma al pensiero e dimostrare maturità.

ROMA – Alle 8:30 in punto, in tutta Italia, è scattata l’ora X per 524.415 studenti: è iniziata la prima prova scritta dell’esame di Maturità 2025, tappa cruciale per ogni studente delle scuole superiori. La traccia, quella che da sempre divide, emoziona e fa discutere, è tornata nella sua veste tradizionale: sette proposte suddivise in tre tipologie testuali, pensate per abbracciare diversi ambiti del sapere – dalla letteratura alla storia, dalla filosofia alla scienza, fino all’attualità.

Dopo anni di esami rivisitati per esigenze pandemiche, la Maturità è ormai tornata alla formula classica: prima prova nazionale di italiano uguale per tutti, seconda prova su disciplina di indirizzo e, infine, il colloquio orale.

Le tracce: da Pasolini a Borsellino, passando per la parola “rispetto”

Per l’analisi del testo letterario (Tipologia A), il Ministero ha proposto brani di due autori simbolo della letteratura italiana del Novecento: Pier Paolo Pasolini, con un estratto tratto da Lettere luterane, e Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con un passo da Il Gattopardo, il romanzo che fotografa il tramonto dell’aristocrazia siciliana all’alba dell’Unità d’Italia. Due penne profondamente diverse ma entrambe impegnate nel raccontare cambiamenti sociali e culturali epocali.

La tipologia B, che prevede l’analisi e produzione di un testo argomentativo, spazia tra ambiti culturali e disciplinari. Una delle tracce più significative è dedicata a Paolo Borsellino, nel ricordo del suo sacrificio e dell’impegno contro la mafia, a pochi giorni dal 32° anniversario della strage di via D’Amelio. Un’occasione per riflettere sul senso della legalità e sulla memoria come leva educativa.

Tra le altre tracce, una propone un’analisi degli Anni Trenta, un decennio complesso che segna il preludio al secondo conflitto mondiale, ma anche un periodo ricco di fermenti culturali e contraddizioni sociali. Un’altra invita gli studenti a confrontarsi con la parola “rispetto”, esplorandone le declinazioni nel linguaggio, nelle relazioni e nella società contemporanea.

Infine, la tipologia C – tema di attualità – chiede ai maturandi di elaborare una riflessione personale a partire da fatti o concetti significativi, lasciando maggiore libertà espressiva.

Una prova per misurare maturità e pensiero critico

Come da tradizione, gli studenti hanno a disposizione sei ore per completare l’elaborato. La prima prova resta uno degli strumenti più efficaci per valutare competenze trasversali: comprensione, capacità di argomentazione, senso critico, proprietà di linguaggio. E in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie pongono interrogativi anche nel campo dell’istruzione, scrivere bene, pensare con chiarezza e sapersi esprimere restano qualità decisive.

Un rito che unisce generazioni

La Maturità continua a essere un rito di passaggio collettivo, che unisce generazioni diverse nel ricordo di un momento indelebile: l’ingresso nella vita adulta attraverso l’ultimo banco della scuola. Tra ansie, attese, euforia e nottate di ripasso, ogni maturando oggi si misura con qualcosa di più di una semplice prova: è un confronto con sé stessi, con la propria formazione e con la capacità di guardare al futuro.

Nei prossimi giorni, sarà il turno della seconda prova, diversa per ogni indirizzo, seguita poi dai colloqui orali, il momento forse più temuto ma anche il più libero e personale. Intanto, oggi, la parola è passata a loro: i ragazzi e le ragazze della Maturità 2025. E l’Italia, in silenzio, li ascolta.

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