3 Ottobre 2026, sabato
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Abusi e irregolarità nei centri estetici: blitz dei NAS in tutta Italia

Medicina estetica praticata da non medici, centri benessere illegali e trattamenti pericolosi: le indagini dei Carabinieri NAS rivelano un preoccupante sommerso che minaccia la salute dei cittadini.

ROMA – Il volto più oscuro del benessere estetico si nasconde dietro vetrine patinate, post accattivanti sui social e offerte “imperdibili” che promettono miracoli low-cost. A smascherarlo sono ancora una volta i Carabinieri del NAS (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità), che in collaborazione con il Ministero della Salute, hanno condotto un’ampia campagna di controlli sul territorio nazionale. Il bilancio è allarmante: esercizio abusivo della professione medica, uso di farmaci non autorizzati, attività svolte in locali non idonei, spesso all’interno di abitazioni private, e numerose violazioni delle norme igienico-sanitarie.

Medicina estetica fai-da-te: studio abusivo sequestrato a Bergamo

Uno dei casi più gravi è stato scoperto a Ponte San Pietro (Bergamo), dove una 42enne di origine russa si era improvvisata medico estetico all’interno della propria abitazione. Attraverso i social – in particolare Instagram e Facebook – promuoveva trattamenti per la cura del viso, tra cui infiltrazioni di tossina botulinica e filler all’acido ialuronico. Ma la donna non aveva alcuna abilitazione sanitaria: non era medico, né possedeva alcuna specializzazione. A rendere ancora più pericolose le sue pratiche, l’utilizzo di farmaci importati illegalmente da Paesi dell’Est Europa e dell’Asia, non approvati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Le indagini, avviate grazie a una segnalazione dei Carabinieri di Ponte San Pietro e proseguite dal NAS di Brescia sotto il coordinamento della Procura di Bergamo, hanno confermato le attività illecite. La perquisizione ha portato al sequestro dello studio abusivo, di centinaia di confezioni di farmaci e attrezzature sanitarie, di agende, smartphone e materiali pubblicitari. L’analisi dei telefoni ha rivelato l’esistenza di un vero e proprio “business del ritocco”, con una vasta clientela e trattamenti offerti anche in altre città italiane e all’estero.

Non sono mancati i riscontri sulle conseguenze per le pazienti: gonfiori, reazioni allergiche, lividi, e in alcuni casi complicanze tali da richiedere l’intervento del pronto soccorso. La finta dottoressa forniva addirittura indicazioni diagnostiche via messaggio, consigliando farmaci per alleviare i sintomi.

La donna è stata denunciata per esercizio abusivo della professione medica.

Reggio Calabria: 10 centri su 18 non in regola, chiusure e sequestri

Parallelamente, i Carabinieri del NAS di Reggio Calabria hanno condotto un’intensa attività di controllo su centri benessere, estetici e istituti olistici. Su 18 strutture ispezionate nel mese di maggio 2025, ben 10 sono risultate irregolari, con conseguente segnalazione dei titolari alle autorità sanitarie e amministrative.

In particolare, è stato sequestrato un intero centro benessere, privo di autorizzazioni e con personale non qualificato. Il Sindaco di Reggio Calabria ha inoltre disposto la chiusura di due strutture pubblicizzate come “centri tantrici e olistici”, che operavano come veri e propri istituti estetici ma in ambienti non conformi e sprovvisti di documentazione. Sospesa anche un’attività di estetica esercitata all’interno di una casa privata.

Le irregolarità riscontrate includevano la mancanza di requisiti igienico-sanitari, l’assenza di certificazioni abilitanti e gravi carenze strutturali. Il valore economico complessivo delle attività colpite da provvedimenti si aggira intorno a 1,2 milioni di euro.

Prevenzione, non repressione: la salute non è un bene di lusso

I Carabinieri NAS continuano a sottolineare come l’obiettivo di questi controlli non sia soltanto quello repressivo, ma anche preventivo. La salute dei cittadini, specie in un settore in crescita come quello dell’estetica e del benessere, deve essere tutelata con rigore e responsabilità.

Il boom di richieste legate all’aspetto fisico – complice la cultura dell’immagine e la pressione dei social – ha alimentato un mercato parallelo fatto di offerte irregolari, professionisti improvvisati e pericolosi fai-da-te. A farne le spese, sempre più spesso, sono persone vulnerabili attratte da soluzioni rapide e poco costose.

“Affidarsi a operatori qualificati e a strutture certificate non è solo una scelta consapevole: è un atto di rispetto verso se stessi e la propria salute” – è il messaggio che i NAS ribadiscono, mentre le attività di controllo proseguiranno su scala nazionale anche nei mesi estivi. In gioco non c’è solo l’estetica, ma l’integrità fisica e psicologica di migliaia di cittadini.

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