29 Gennaio 2026, giovedì
HomeMondoCronaca nel MondoArrestato in Minnesota il killer di Minneapolis: "No Kings" e proiettili contro...

Arrestato in Minnesota il killer di Minneapolis: “No Kings” e proiettili contro la politica

Vance Boelter, 57 anni, ha ucciso la deputata democratica Melissa Hortman e suo marito, ferito un senatore e sua moglie. Dopo due giorni di fuga, è stato catturato in un blitz. Dietro la violenza, un passato da predicatore radicale e ossessioni ideologiche.

Minnesota, fine della caccia: catturato il sospetto killer politico. Morti la deputata Hortman e il marito, ferito un senatore

GREEN ISLE (Minnesota) – È finita dopo due giorni di caccia serrata la fuga di Vance Boelter, 57 anni, ex predicatore diventato assassino. È lui, secondo le autorità del Minnesota, il responsabile del duplice omicidio della deputata democratica Melissa Hortman e di suo marito, nonché del ferimento del senatore statale John Hoffman e della moglie, sopravvissuti a un agguato nella loro abitazione. Boelter è stato arrestato domenica sera nella cittadina rurale di Green Isle, a un’ora d’auto da Minneapolis, grazie a un blitz delle forze speciali.

Era armato e indossava un giubbotto antiproiettile, ma – ha confermato il colonnello Jeremy Geiger, capo della polizia statale – l’arresto è avvenuto senza sparare un colpo. Decisiva è stata la segnalazione di un’auto sospetta trovata nei pressi della sua abitazione. All’interno, gli investigatori hanno rinvenuto oggetti compromettenti, tra cui un cappello da cowboy, indossato durante l’assalto, e volantini con lo slogan “No Kings”, riconducibile a gruppi anti-governativi e trumpisti radicali.

Due assalti, un’unica regia

L’attacco è stato duplice e spietato. La prima sparatoria è avvenuta intorno alle 2 di notte di sabato, nella cittadina di Champlin, nella casa del senatore Hoffman. Poco più di un’ora dopo, Boelter ha fatto irruzione nell’abitazione della deputata Hortman, a Brooklyn Park. Le forze dell’ordine sono arrivate mentre l’aggressore stava uscendo dall’edificio: addosso aveva un giubbotto antiproiettile e un distintivo falso da ufficiale. Nel vialetto dell’abitazione, lampeggiavano le luci di emergenza di un’auto apparentemente di servizio. Quando gli agenti hanno cercato di fermarlo, l’uomo ha aperto il fuoco e si è dato alla fuga nei boschi retrostanti.

La deputata e il marito sono morti sul colpo. Hoffman, colpito a un fianco, è in condizioni stabili. Sua moglie ha riportato ferite meno gravi.

Il predicatore armato

Emergono ora video e testimonianze che delineano un profilo inquietante. Boelter era noto nella zona come predicatore radicale, spesso visto nei parchi a tuonare contro l’aborto, le libertà sessuali, e il “caos morale” dell’America contemporanea. In una clip del 2023, lo si sente dire: “Molti americani non sanno nemmeno di che sesso sono. Le chiese tacciono sull’aborto. È il tempo della verità”.

Amici e conoscenti, stupiti ma non del tutto sorpresi, raccontano una deriva ideologica iniziata dopo il liceo. “Era un ragazzo come tanti, poi ha iniziato a isolarsi. Parlava solo di religione e politica”, ricorda David Carlson, che lo conosce da oltre 30 anni.

Boelter viveva a Green Isle, dove affittava una stanza in una casa condivisa. Uno degli inquilini ha raccontato che “non era un tipo loquace, ma sembrava avere una famiglia, un cane, una vita tranquilla. Nessuno poteva immaginare quello che stava pianificando”.

La pista dell’odio politico

Secondo le autorità, la matrice dell’attacco è chiaramente ideologica. L’odio verso esponenti del Partito Democratico, l’ossessione per temi religiosi e morali, e la simbologia trovata sul luogo del crimine fanno pensare a un gesto estremista, premeditato, e legato a reti di propaganda radicale online. Il dettaglio del distintivo e della messa in scena da falso agente suggerisce una volontà precisa di colpire in modo chirurgico e spettacolare.

Un’America polarizzata, sempre più armata

L’episodio riaccende il dibattito sulle armi da fuoco, sulla radicalizzazione interna e sull’effetto della propaganda estremista. Anche Donald Trump, pur definendo l’attacco “orribile”, ha dichiarato che “la vera colpa è dell’odio che la sinistra semina nel Paese”. Una risposta che alimenta ulteriori tensioni.

Intanto Boelter si trova in custodia cautelare in attesa di comparire davanti al giudice. La polizia ha annunciato che saranno formalizzate nelle prossime ore accuse federali per omicidio, tentato omicidio e terrorismo interno.

La politica piange le sue vittime. E l’America si risveglia ancora una volta di fronte al proprio riflesso più cupo: un Paese dove la fede può diventare ossessione, e la violenza uno strumento di espressione politica.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti