L’Unione Europea compie un passo senza precedenti nei confronti dell’Iran. Con il via libera unanime dei ministri degli Esteri, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica – i Pasdaran – viene ufficialmente designato come organizzazione terroristica, al pari di Hamas, Isis e Al Qaida. Una svolta politica e simbolica di grande portata, annunciata dall’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, con un messaggio affidato ai social.
«I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica», ha scritto Kallas su X, sottolineando il significato politico della decisione. «La repressione non può restare senza risposta. Ogni regime che uccide migliaia di propri concittadini sta lavorando per la propria rovina».
Il voto unanime dei Ventisette consente ora l’avvio della procedura formale per rendere operativa la misura, che rafforza il fronte europeo contro Teheran dopo le violente repressioni interne e il ruolo regionale delle Guardie della Rivoluzione. La reazione iraniana non si è fatta attendere: il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha bollato la decisione come «un grave errore strategico», accusando Bruxelles di aggravare ulteriormente le tensioni diplomatiche.
Sul fronte italiano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato l’esistenza di un consenso ampio in sede europea, precisando però che la linea della fermezza non esclude il canale diplomatico. «Definire i Pasdaran come organizzazione terroristica non significa rinunciare al dialogo», ha spiegato. Nel frattempo, per ragioni di sicurezza, l’Italia ha disposto il rientro precauzionale di circa la metà del personale italiano dell’ambasciata a Teheran.
A salutare con favore la decisione è anche il Parlamento europeo. La presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, ha parlato di una svolta che fino a poche settimane fa sembrava irraggiungibile. «L’Europa si fa avanti. Definire l’oppressivo Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come organizzazione terroristica è la decisione giusta», ha dichiarato, rivendicando il ruolo svolto dall’assemblea di Strasburgo nel promuovere una linea comune. «Ora è il momento di essere forti. L’Iran sarà libero», ha concluso.
La scelta dell’Ue segna così un punto di non ritorno nei rapporti con la Repubblica islamica, aprendo una nuova fase di tensione ma anche riaffermando la volontà europea di legare la politica estera alla difesa dei diritti umani e dello stato di diritto.
