21 Settembre 2026, lunedì
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Rubio contro le sanzioni Ue a Ben-Gvir e Smotrich: “Non equiparate Hamas a Israele”

Il senatore statunitense critica duramente i governi europei che hanno imposto sanzioni ai ministri israeliani dell’ultradestra. “Hamas è il vero nemico. L’America deve stare con i suoi alleati, non cedere al relativismo morale”.

Washington prende posizione nel braccio di ferro diplomatico tra Israele e alcuni Paesi occidentali. Il senatore repubblicano Marco Rubio, figura di riferimento del conservatorismo americano e presidente della Commissione Esteri del Senato, ha condannato apertamente le sanzioni imposte da cinque Stati europei ai ministri israeliani Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, entrambi esponenti dell’estrema destra al governo di Netanyahu.

La decisione di vietare loro l’ingresso in determinati Paesi e bloccarne i beni finanziari è stata presa da Francia, Belgio, Spagna, Irlanda e Norvegia, che accusano i due ministri di alimentare l’escalation di violenza nei Territori palestinesi occupati e di adottare posizioni che ostacolano ogni prospettiva di pace. Ma Rubio, con un intervento pubblicato su X, ha alzato il tono del dissenso, denunciando quella che ha definito una “distorsione morale pericolosa”.

Rifiutiamo qualsiasi nozione di equivalenza – ha scritto Rubio –. Hamas è un’organizzazione terroristica responsabile di atrocità indicibili, che tiene in ostaggio civili innocenti e opprime il popolo di Gaza. Chi cerca di equiparare Israele e Hamas commette un grave errore strategico e morale”.

Una difesa politica e ideologica dell’alleato israeliano
Il senatore della Florida – vicino alle posizioni dell’ex presidente Donald Trump e probabile figura centrale della politica estera repubblicana in vista del 2025 – ha ribadito la necessità per gli Stati Uniti di non indebolire il legame con Israele, soprattutto in un momento di instabilità regionale acuta.

Rubio ha definito i provvedimenti europei “punitivi e unilaterali”, sostenendo che colpire esponenti del governo israeliano legittimati dal voto “non aiuta il processo di pace, ma rafforza i nemici comuni dell’Occidente”.

La replica di Ben-Gvir: “Trump è la bussola morale dell’Occidente”
A stretto giro è arrivata anche la risposta del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, che ha rilanciato sullo stesso social network il messaggio di Rubio, accompagnandolo con parole di gratitudine e un attacco diretto a Europa e Biden:

L’amministrazione Trump rappresenta una bussola morale in un’epoca in cui molti governi occidentali preferiscono compiacere il terrorismo. Ringrazio Rubio e tutti coloro che sanno distinguere tra democrazie difensive e organizzazioni che vogliono distruggere Israele”.

Un fronte transatlantico diviso sul Medio Oriente
Le parole di Rubio e Ben-Gvir mettono in luce le crescenti divergenze tra Washington (almeno nella sua componente repubblicana) e alcune capitali europee sulla gestione del conflitto israelo-palestinese.

Se da un lato l’Europa cerca di tenere un equilibrio tra la condanna di Hamas e le critiche alle politiche di insediamento e repressione israeliane in Cisgiordania, dall’altro i conservatori americani difendono Israele senza riserve, in una logica di contrapposizione totale con l’Iran e i suoi proxy regionali.

Le sanzioni europee a Ben-Gvir e Smotrich, pur simboliche, hanno scatenato una reazione politica che va oltre i confini israeliani e alimentano un dibattito cruciale: dove passa oggi la linea tra legittima difesa e radicalizzazione governativa?

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