4 Luglio 2026, sabato
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Novantaquattro anni e in carcere per bancarotta: il caso che divide Firenze

Un ex imprenditore, condannato per reati fiscali legati a un fallimento di 15 anni fa, è stato incarcerato a Sollicciano. Proteste e appelli per le sue condizioni di salute.

FIRENZE – Ha 94 anni, si muove con difficoltà sorretto da un bastone e dall’aiuto di un altro detenuto, ma da alcuni giorni è rinchiuso nel carcere di Sollicciano, in una cella del reparto clinico. L’uomo, un ex imprenditore toscano, sta scontando una condanna definitiva per bancarotta fraudolenta legata al crac di una sua azienda, avvenuto quindici anni fa, quando era già ottantenne.

Una vicenda giudiziaria lunga e complessa, conclusasi con una sentenza d’Appello che ha confermato, nel 2023, la condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione. Nessun ricorso in Cassazione, pena diventata definitiva. Da qui l’ordine di carcerazione, eseguito nei giorni scorsi, nonostante l’età avanzatissima e le precarie condizioni fisiche dell’uomo.

A sollevare la questione è il suo legale, l’avvocato Luca Bellezza, che ha presentato un’istanza urgente per il differimento della pena o, in alternativa, per la detenzione domiciliare: “Il mio assistito è un uomo tenace, ancora lucido, ma è evidente che un carcere non è il luogo adatto per una persona in queste condizioni. È urgente valutare una misura più umana”.

Il giudice ha però respinto la richiesta, rinviando la decisione al Tribunale di Sorveglianza, che nei prossimi giorni dovrà pronunciarsi in forma collegiale.

Nel frattempo, l’amministrazione penitenziaria si sta muovendo per trovare una soluzione più adeguata. “L’obiettivo – fanno sapere da Sollicciano – è trasferire il detenuto in una struttura sanitaria esterna, che possa garantire il necessario supporto medico, pur mantenendo le esigenze di sicurezza richieste dalla pena detentiva.”

Ma il caso ha già scatenato un acceso dibattito sull’opportunità e sull’umanità della carcerazione di persone così anziane. Il garante regionale dei detenuti, Giuseppe Fanfani, è durissimo: “È una vicenda incredibile, inaccettabile in uno Stato che si definisce civile. Non posso esprimermi sul merito giuridico, ma è difficile credere che un uomo di 94 anni possa rappresentare un pericolo per la società.”

Fanfani ha rivolto un appello diretto al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, affinché intervenga con urgenza. “Abbiamo sentito tante parole sul degrado delle carceri, in particolare su Sollicciano. Ma qui servono azioni concrete. È inumano pensare che una persona in quelle condizioni debba scontare la pena dietro le sbarre. Si tratta di una decisione che sfida ogni logica di umanità e buon senso.”

E mentre si attendono le valutazioni del Tribunale di Sorveglianza, il dibattito si allarga, diventando simbolo di un sistema penitenziario che fa sempre più fatica a conciliare legalità e dignità, giustizia e compassione.

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