22 Settembre 2026, martedì
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Roma, orrore a Villa Pamphili: trovati i corpi di una neonata e di una donna in un sacco

Il cadavere della piccola, circa sei mesi, giaceva tra i rovi. A cento metri, il corpo di una donna in avanzato stato di decomposizione. Gli inquirenti indagano su un possibile legame

ROMA – Un silenzio irreale, spezzato solo dalle sirene e dal brusio di passanti increduli. A Villa Pamphili, uno dei parchi più frequentati e amati dai romani, si è consumato un dramma dai contorni ancora oscuri. Nel pomeriggio di sabato, in un’area alberata vicino alla Fontana del Giglio, è stato ritrovato il corpicino senza vita di una neonata di circa sei mesi. Appena un centinaio di metri più in là, il cadavere di una donna, chiuso in un sacco nero, è emerso dalla vegetazione.

Le due scoperte, avvenute a distanza ravvicinata e nello stesso pomeriggio, stanno spingendo gli investigatori a valutare un possibile collegamento tra le due vittime, anche se al momento tutte le ipotesi restano aperte.

Il primo ritrovamento: la neonata tra i rovi

Sono stati alcuni passanti a dare l’allarme, notando un piccolo corpo tra i cespugli, adagiato tra i rovi che costeggiano uno dei vialetti interni, sul lato del parco che affaccia su via Leone XIII. Il corpo della bambina era parzialmente coperto dalla vegetazione. Quando i soccorsi sono arrivati, non c’era più nulla da fare. La piccola aveva tratti somatici europei, carnagione chiara e capelli chiari, e secondo i primi rilievi non mostrava segni evidenti di lunga permanenza all’aperto.

Pochi minuti dopo, durante i rilievi, una seconda segnalazione ha fatto scattare un nuovo allarme.

Il secondo corpo: una donna in un sacco nero

A circa cento metri dal punto in cui è stata rinvenuta la neonata, gli agenti della scientifica hanno scoperto un sacco nero abbandonato tra gli arbusti, ben nascosto dalla vegetazione. Al suo interno, il corpo senza vita di una donna adulta, in avanzato stato di decomposizione. Le condizioni del cadavere non hanno finora consentito un’identificazione né l’individuazione dell’etnia o dell’età esatta, ma si tratterebbe di una giovane donna. A una prima analisi, la morte potrebbe risalire a diversi giorni fa, se non addirittura a settimane.

Le indagini: nessuna pista esclusa

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio e occultamento di cadavere, affidando le indagini alla Squadra Mobile e alla Polizia scientifica. L’ipotesi più accreditata al momento è che le due morti siano collegate, forse madre e figlia, ma non si esclude che si tratti di due casi distinti. A supporto dell’indagine, gli investigatori stanno analizzando le immagini delle videocamere di sorveglianza installate lungo il perimetro della villa, nella speranza di individuare chi possa aver abbandonato i corpi nel parco.

Alcuni testimoni hanno riferito di aver notato persone aggirarsi nella zona nelle ultime ore, ma al momento non ci sono elementi decisivi.

Autopsie e analisi genetiche per cercare la verità

Nelle prossime ore verranno disposte le autopsie su entrambi i corpi, fondamentali per stabilire le cause della morte e, soprattutto, se le due vittime fossero legate da un rapporto di parentela. Gli inquirenti eseguiranno anche test del DNA, per verificare l’eventuale compatibilità tra la neonata e la donna trovata nel sacco.

Villa Pamphili, il più grande parco urbano della Capitale, è un luogo simbolo di vita all’aria aperta, famiglie, bambini e sportivi. La notizia ha gettato sgomento tra i frequentatori abituali del parco e sui social si moltiplicano i messaggi di sconcerto.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha espresso “profondo dolore e vicinanza alla comunità”, aggiungendo: «Una tragedia che ci lascia senza parole. Confidiamo nell’operato degli inquirenti perché si faccia piena luce quanto prima».

Una tragedia dai contorni ancora oscuri, ma che porta con sé domande urgenti: chi erano quella donna e quella bambina? Perché sono state abbandonate lì? E chi ha scelto uno dei cuori verdi di Roma per mettere fine a due vite?

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