8 Marzo 2026, domenica
HomeItaliaCronacaAssegno sociale indebitamente percepito: 15 denunce a Biella, scovati oltre 445mila euro...

Assegno sociale indebitamente percepito: 15 denunce a Biella, scovati oltre 445mila euro di frode

L'indagine dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro svela un vasto sistema di indebite erogazioni a cittadini stranieri assenti dal territorio nazionale. Revoche in corso e due casi di prestazione percepita anche dopo il decesso.

BIELLA – Un’indagine accurata, dati incrociati e verifiche porta a porta hanno portato i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Biella a denunciare 15 cittadini stranieri per indebita percezione di erogazioni pubbliche, in particolare dell’assegno sociale, beneficio economico erogato dallo Stato a persone in condizioni di difficoltà economica e residenti stabilmente in Italia.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Biella, ha preso le mosse da un’attività mirata a identificare situazioni di frode nel sistema delle prestazioni assistenziali. Al centro dell’attenzione sono finiti i percettori di assegno sociale nati all’estero, da cui sono state selezionate 200 posizioni sospette.

Una rete di controlli ad ampio spettro

Gli investigatori dell’Arma hanno condotto un’analisi a tutto campo, basandosi su:

  • informazioni anagrafiche (documenti scaduti, cancellazioni per irreperibilità);
  • dati sanitari (assenza del medico di base, mancanza di vaccinazioni o tamponi Covid-19);
  • verifiche incrociate con le banche dati delle forze dell’ordine.

Questo lavoro ha consentito di restringere il campo a 17 posizioni critiche, rispetto alle quali sono state avviate verifiche dirette per accertare la presenza effettiva presso i domicili dichiarati.

Sono state raccolte informazioni dai vicini di casa, medici di base e istituti bancari dove venivano accreditati i benefici, grazie a un decreto motivato emesso con delega dell’autorità giudiziaria.

Assenti dall’Italia, ma con il conto ancora attivo

L’inchiesta ha messo in luce come i 15 soggetti deferiti siano rimasti all’estero per periodi ben superiori al limite di 29 giorni annui, previsto dalla normativa per continuare a percepire l’assegno sociale. Nonostante ciò, hanno continuato a incassare il beneficio, prelevando contanti o disponendo pagamenti sia in Italia che all’estero, tramite bancomat o altri strumenti.

L’importo complessivo illecitamente percepito ammonta a 445.218,49 euro.

Due assegni sociali ancora attivi dopo la morte dei beneficiari

Nel corso delle indagini sono emersi anche due casi gravi di beneficio ancora attivo a favore di soggetti risultati deceduti da tempo. Su questi episodi, le verifiche sono ancora in corso.

Le autorità hanno avviato d’ufficio la procedura di revoca del beneficio per tutti gli interessati, ponendo un freno immediato all’emorragia di fondi pubblici.

L’operazione del NIL di Biella rappresenta un esempio concreto di contrasto alle frodi assistenziali, a tutela della legalità e dell’integrità del sistema di welfare. Un monito contro ogni abuso e una riaffermazione del principio secondo cui ogni aiuto pubblico deve essere destinato solo a chi ne ha davvero diritto.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti