11 Giugno 2026, giovedì
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La Corte Costituzionale riscrive la genitorialità: “È incostituzionale negare i diritti alle famiglie omogenitoriali”

Con una sentenza storica, la Consulta riconosce il diritto al doppio legame genitoriale per i figli nati da procreazione assistita all’estero. Esulta il mondo dei diritti: “È una svolta di civiltà, ora il Parlamento legiferi”.

Una svolta epocale nella tutela dei diritti familiari e dei minori arriva oggi dalla Corte Costituzionale. Con una sentenza destinata a segnare un prima e un dopo nella storia giuridica italiana, la Consulta ha stabilito che è incostituzionale negare il riconoscimento legale come genitore alla madre non biologica di un bambino nato da procreazione medicalmente assistita praticata all’estero in modo conforme alla legge.

La decisione colpisce al cuore l’impianto restrittivo promosso negli ultimi anni dal Governo Meloni, che aveva tentato di ostacolare con ogni mezzo legale il pieno riconoscimento delle famiglie omogenitoriali. Secondo la Corte, impedire il doppio legame genitoriale costituisce una violazione dei diritti fondamentali del minore e un atto contrario alla nostra Carta costituzionale.

In parole semplici, se due donne decidono insieme di avere un figlio attraverso la PMA in un Paese dove tale procedura è legale, entrambe devono essere riconosciute come madri sin dalla nascita. È un principio che ribalta l’approccio discriminatorio finora adottato in molte sedi giudiziarie e amministrative, dove troppi bambini e bambine sono stati trattati come cittadini di serie B, privati di un diritto basilare: quello alla tutela familiare.

A esprimere soddisfazione per la sentenza è Alessandro Zan, europarlamentare e responsabile Diritti nella segreteria nazionale del Partito Democratico, che in una nota commenta:
“Questa è una giornata storica. Finalmente giustizia è fatta per tante famiglie e per tanti bambini costretti finora a lottare per il riconoscimento della loro esistenza. Il Governo Meloni, con il suo impianto ideologico omotransfobico, ha trascinato decine di genitori e figli nei tribunali, calpestando affetti, dignità e diritti. Oggi la Corte ci dice chiaramente che quelle politiche sono fuori legge, fuori dalla Costituzione”.

Il richiamo di Zan è netto anche verso il Parlamento: “È tempo che si approvi una legge che riconosca pienamente le famiglie omogenitoriali, garantendo a tutti i figli e le figlie gli stessi diritti, senza più discriminazioni”.

Un plauso particolare va a Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+, protagonista instancabile di questa battaglia legale. Dopo anni di impegno, la loro azione giuridica ha portato a un pronunciamento che ristabilisce un principio fondamentale: tutti i bambini devono essere riconosciuti e tutelati, a prescindere dall’orientamento sessuale dei genitori.

Zan ha inoltre ringraziato i sindaci che si sono esposti in prima linea in difesa delle famiglie arcobaleno, come Sergio Giordani, primo cittadino di Padova, tra i pochi ad aver continuato a registrare alla nascita entrambi i genitori nei registri comunali, nonostante i diktat ministeriali.

Ora, con questa sentenza, l’Italia è chiamata a fare un passo avanti decisivo: dare finalmente pieno riconoscimento giuridico e dignità alle nuove forme di famiglia che la società già vive, ma che la politica finora ha ignorato o, peggio, represso. Un passaggio che non può più essere rimandato.

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