Venezia, la notte della svolta: la Fiorentina cade al Penzo e la salvezza ora è possibile
Dopo mesi passati a inseguire, il Venezia si prende la scena e la speranza: con una vittoria di carattere e qualità, i lagunari superano 2-1 la Fiorentina e, per la prima volta dopo quasi otto mesi, escono dalla zona retrocessione. Un successo pesante che porta la squadra di Eusebio Di Francesco a quota 29 punti, uno in più di Lecce ed Empoli. Se il campionato finisse oggi, i veneti sarebbero salvi. Per la Fiorentina, invece, è una battuta d’arresto pesante: i viola scivolano lontano dalle posizioni europee e si complicano terribilmente la rincorsa al sogno continentale.
Una partita di nervi e pioggia
Al “Penzo”, in un clima da battaglia e sotto una pioggia insistente, il Venezia mostra subito più fame e convinzione. La Fiorentina, priva di Kean, Gudmundsson e Cataldi, appare spenta, poco brillante e priva di profondità offensiva. L’unico lampo della prima frazione è una conclusione di Fagioli deviata in angolo da un attento Radu. Il Venezia cresce con il passare dei minuti, e prima dell’intervallo sfiora il vantaggio con un guizzo di Yeboah che manda al bar mezza difesa viola ma spreca tutto davanti a de Gea.
L’uno-due che spacca la gara
Il match si accende nella ripresa. Al 60’ il Venezia trova il meritato vantaggio: Kike Perez inventa per Candé, che controlla di petto e batte de Gea da distanza ravvicinata. La Fiorentina protesta per un presunto tocco di mano, ma il VAR conferma la regolarità del gol. Sette minuti più tardi arriva anche il raddoppio: Zerbin sfonda a sinistra e serve un pallone perfetto per l’inserimento di Oristanio, che firma il suo primo gol dal dicembre scorso. È l’azione che manda al tappeto i viola.
Mandragora illude, ma non basta
Palladino tenta di scuotere i suoi con i cambi, e al 76’ Mandragora accorcia le distanze con una zampata che ridà speranza ai toscani. Il finale è una battaglia nervosa: il Venezia si chiude a riccio con un 5-4-1 arcigno, perde Condé per un duro fallo di Pablo Marì (incredibilmente non sanzionato), ma resiste. I viola si affacciano pericolosamente solo in un’occasione con Fagioli, poi rischiano addirittura il 3-1: ci vuole un grande de Gea per dire no a Nicolussi Caviglia.
Classifica riscritta, obiettivi ribaltati
Al triplice fischio, il volto di Di Francesco dice tutto: questo Venezia ci crede. I lagunari si issano fuori dalle sabbie mobili e ora possono scrivere il proprio destino. La Fiorentina, invece, deve fare i conti con una crisi di risultati e un finale di stagione in salita: l’Europa rischia di diventare una chimera. Il tempo stringe per tutti. E la Serie A non aspetta.
