A cura di Daniele Cappa
“Faccetta nera” alla festa degli Alpini: esplode la polemica a Biella. Il M5S: “Un’offesa alla memoria della Resistenza”
A Biella, città decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per la sua partecipazione alla Resistenza, l’adunata nazionale degli Alpini si è aperta con una nota stonata. Venerdì sera, nel cuore delle celebrazioni che avrebbero dovuto unire in memoria e fratellanza, dagli altoparlanti della piazza centrale sono risuonate le note di Faccetta nera, uno degli inni più noti della propaganda fascista. La scena, immortalata da un video diffuso sui social e poi ripreso da testate come La Stampa e la Repubblica, mostra un gruppo di persone che, senza esitazioni, intona la canzone.
Il fatto ha immediatamente suscitato sdegno e proteste da più parti. A prendere posizione con durezza è stato il Movimento 5 Stelle, che con una nota firmata dal coordinatore provinciale Giuseppe Paschetto e dal consigliere comunale Karim El Motarajji ha parlato di “vergogna” per l’intera città:
“Condanniamo con forza i canti fascisti risuonati a Biella inneggianti alle turpi imprese coloniali del regime in Africa. Le note di Faccetta nera sono una vergogna per la città medaglia d’oro per la Resistenza. Ci aspettiamo una unanime condanna da parte di tutte le forze politiche e una presa di posizione da parte del Comune e dell’Ana. Gli Alpini che si sono impegnati anche nella guerra di Liberazione non meritano tali inqualificabili atteggiamenti”.
Un gesto isolato o sintomo di un clima tollerante verso l’estremismo?
La domanda, ora, è se si sia trattato di un episodio isolato o del segnale di un più preoccupante clima di rimozione storica. Il contesto non è irrilevante: l’adunata degli Alpini, evento nazionale che riunisce migliaia di penne nere da ogni angolo del Paese, è tradizionalmente occasione di ricordo e orgoglio, non solo militare ma anche civile. Gli Alpini, infatti, hanno avuto un ruolo attivo nella guerra di Liberazione contro il nazifascismo.
Che in un simile contesto possa trovare spazio, anche solo come “goliardia”, un inno che evoca la conquista coloniale e il razzismo istituzionalizzato del regime fascista, non può essere ridotto a un errore marginale.
Attesa per una presa di posizione ufficiale
Al momento, né il Comune di Biella né l’Associazione Nazionale Alpini hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sul caso, ma il clima impone chiarezza. L’episodio, infatti, non riguarda solo una canzone fuori luogo, ma il senso profondo della memoria collettiva e della responsabilità pubblica.
Che la Resistenza non possa essere un valore a intermittenza è una verità che riguarda tutti. Da destra a sinistra, passando per le istituzioni locali e nazionali, ci si attende ora una presa di posizione netta: la condanna del fascismo non è una questione di parte, ma di democrazia.
