16 Agosto 2026, domenica
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Mosca bombarda durante la tregua di Putin: Kiev accusa, Xi lo sostiene

Raid aerei russi colpiscono la regione di Sumy nonostante l’annunciato cessate il fuoco per il 9 maggio. Xi Jinping al Cremlino: “Con Mosca contro le prepotenze egemoniche”.

La tregua proclamata da Putin non ferma le bombe: raid russi sull’Ucraina nella notte. Una vittima a Sumy. Intanto Xi rafforza l’asse con Mosca.

KIEV — Nonostante la dichiarata tregua unilaterale di tre giorni annunciata da Vladimir Putin in concomitanza con le celebrazioni per la vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale, la guerra in Ucraina non si è fermata. Kiev accusa Mosca di aver violato il cessate il fuoco con nuovi attacchi aerei teleguidati che hanno colpito la regione settentrionale di Sumy nella notte. Il bilancio, secondo quanto riportato dalla procura regionale e diffuso da Ukrainska Pravda, è di un morto e due feriti.

L’Ucraina non ha mai formalmente aderito alla tregua, ma — a differenza delle notti precedenti — non si sono registrati massicci attacchi ucraini con droni. A prevalere, invece, è stata la prudenza, nel timore che la sospensione russa potesse celare una mossa tattica. I raid russi, secondo Kiev, confermerebbero che l’annuncio del Cremlino era solo una manovra propagandistica legata alla simbologia del 9 maggio, festività centrale nella narrativa patriottica russa.

L’abbraccio tra Mosca e Pechino

A fare da sfondo all’ennesima violazione della tregua, il vertice al Cremlino tra Vladimir Putin e Xi Jinping. Il presidente cinese ha ribadito il pieno sostegno di Pechino alla Russia, condannando quella che ha definito “la crescente tendenza internazionale all’unilateralismo” e “le prepotenze egemoniche” da parte dell’Occidente.

“La Cina — ha dichiarato Xi secondo quanto riferito dall’agenzia AFP — lavorerà con la Russia per assumersi le responsabilità globali che spettano alle grandi potenze”. Parole che consolidano un’alleanza strategica sempre più orientata a contrastare l’influenza degli Stati Uniti e dei suoi alleati, in un quadro geopolitico segnato da profonde fratture e da una crescente polarizzazione.

Il colloquio tra i due leader avviene in un momento chiave per Putin, appena insediato per il suo quinto mandato e sempre più isolato sul piano internazionale. Il sostegno di Pechino rappresenta un capitale politico e diplomatico fondamentale per il Cremlino, soprattutto mentre continua il conflitto in Ucraina e si rafforza il fronte delle sanzioni occidentali.

Conclusione

Il contrasto tra l’apparente distensione della tregua e la realtà dei bombardamenti sul campo dimostra ancora una volta quanto le parole, nella guerra in corso, siano spesso usate come armi di disinformazione. Mentre i civili continuano a pagare il prezzo del conflitto, le dinamiche internazionali si intrecciano in un equilibrio sempre più precario.

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