14 Luglio 2026, martedì
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Xi Jinping rilancia la questione Taiwan: “La riunificazione è una tendenza storica inarrestabile”

Alla vigilia delle celebrazioni a Mosca per il 9 maggio, il leader cinese scrive sui media russi rivendicando il legame storico e giuridico tra Pechino e l’isola contesa: “Parte dell’ordine internazionale del dopoguerra”.

Xi Jinping riapre il dossier Taiwan: “Il ritorno alla Cina è sancito dalla storia e dal diritto internazionale”

Nel pieno di una fase delicata per gli equilibri geopolitici globali, il presidente cinese Xi Jinping ha scelto un palcoscenico altamente simbolico — i media russi, alla vigilia della sua visita ufficiale a Mosca per le celebrazioni del 9 maggio, giornata in cui la Russia commemora la vittoria sul nazismo — per riaffermare con forza la posizione della Cina su Taiwan.

Nel suo intervento, Xi ha definito la riunificazione con l’isola come una “tendenza storica inarrestabile”, incardinandola non solo nel progetto politico della Repubblica Popolare, ma anche nella narrazione storica internazionale del dopoguerra. “Il ritorno di Taiwan alla madrepatria”, ha dichiarato il leader cinese, “è parte integrante della vittoria nella Seconda guerra mondiale e dell’ordine internazionale sancito nel dopoguerra”.

Xi ha inoltre evocato l’80° anniversario della riconquista di Taiwan, legando l’evento alla memoria collettiva del conflitto mondiale e sostenendo che i fondamenti legali della rivendicazione cinese affondano nelle principali dichiarazioni internazionali del tempo: “La Dichiarazione del Cairo, la Proclamazione di Potsdam e altri documenti a carattere giuridico internazionale confermano la sovranità della Cina su Taiwan”.

Il peso della storia e della diplomazia

L’intervento del presidente cinese appare come un messaggio a più destinatari. Sul fronte interno, Xi riafferma l’unità territoriale come elemento cardine della legittimità politica del Partito Comunista. Sul piano esterno, il richiamo ai documenti fondativi dell’ordine mondiale postbellico mira a legittimare la posizione cinese nel contesto del diritto internazionale, in un momento in cui la questione taiwanese è tornata al centro delle tensioni con gli Stati Uniti e i loro alleati nell’Indo-Pacifico.

Un messaggio strategico da Mosca

Non è casuale la scelta del contesto russo per queste dichiarazioni. L’alleanza strategica tra Cina e Russia, rafforzata negli ultimi anni in funzione anti-occidentale, si alimenta anche attraverso la narrazione condivisa della storia, in particolare attorno al concetto di vittoria nella Seconda guerra mondiale e al conseguente assetto geopolitico. L’associazione tra Taiwan e l’eredità della guerra è un elemento che Xi intende rafforzare per collocare la questione all’interno di un orizzonte che vada oltre i confini regionali.

Le reazioni internazionali

Non si è fatta attendere la reazione del governo taiwanese, che ha respinto con fermezza le affermazioni di Xi, ribadendo il principio dell’autodeterminazione e la natura democratica e indipendente delle istituzioni dell’isola. Sullo sfondo resta la crescente tensione nello Stretto di Taiwan, dove le esercitazioni militari cinesi si fanno sempre più frequenti e le alleanze tra Taipei e Washington si rafforzano giorno dopo giorno.

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