29 Giugno 2026, lunedì
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“Papà è morto”: ma lui telefona dall’ospedale. Clamoroso scambio di cartelle a Campobasso

Il “decesso” annunciato si trasforma in un assurdo errore burocratico. Le figlie allertano l'agenzia funebre, ma a chiamarle è proprio il padre, vivo e in procinto di tornare a casa.

Un errore tanto surreale quanto inquietante ha scosso l’ospedale “Cardarelli” di Campobasso, dove un uomo di 67 anni è stato erroneamente dichiarato morto a causa di uno scambio di cartelle cliniche. La famiglia, residente a Ripalimosani, si è vista comunicare telefonicamente il presunto decesso dell’uomo. Ma quello che sembrava un tragico epilogo si è rivelato, nel giro di poche ore, un clamoroso malinteso.

“Signora, suo padre purtroppo è deceduto. Ha avuto un arresto cardiaco.” Queste le parole con cui una dottoressa del reparto di Medicina ha informato una delle figlie. Sconvolta, la donna ha immediatamente avvisato la sorella e contattato un’agenzia di pompe funebri. Entrambe sono corse in ospedale per ricevere conferma e avviare le pratiche.

Mentre si trovavano nella struttura sanitaria, affrante e incredule, un evento inatteso ha cambiato radicalmente lo scenario: sul cellulare di una delle due sorelle è apparsa la scritta “Papà”. Con il cuore in gola, la donna ha risposto. All’altro capo del telefono, la voce limpida e familiare del padre: “Ma come mai non siete venute a prendermi? Sono stato dimesso”.

Incredulità, sgomento e un senso di sollievo misto a rabbia si sono immediatamente diffusi tra i presenti. L’uomo, infatti, era ancora ricoverato — e stava bene. Non solo: poche ore prima era stato dimesso ufficialmente, pronto a tornare a casa.

L’ospedale ha spiegato l’accaduto parlando di un errore amministrativo: un fatale scambio di cartelle cliniche con quelle di un altro paziente realmente deceduto. Nonostante la gravità dell’equivoco, la famiglia ha scelto di non presentare denuncia, preferendo archiviare l’episodio con sollievo e un pizzico di ironia amara.

Il caso riaccende però l’attenzione sulla gestione documentale nelle strutture sanitarie, dove la precisione dovrebbe essere una certezza e non una variabile. In situazioni in cui la comunicazione tra ospedale e familiari può cambiare il corso emotivo e pratico della vita, simili errori appaiono non solo inaccettabili, ma potenzialmente devastanti.

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