3 Luglio 2026, venerdì
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Orrore a Catania, neonata di 7 mesi lanciata dal balcone: arrestata la madre

Tragedia a Misterbianco. La donna, affetta da disturbi psichici, era seguita da un amministratore di sostegno. La Procura apre un’inchiesta

Un dramma sconvolgente ha scosso la comunità di Misterbianco, alle porte di Catania: una bambina di soli sette mesi è morta dopo essere stata lanciata dal secondo piano della propria abitazione. A compiere il gesto sarebbe stata la madre, una donna di 40 anni con una storia clinica segnata da gravi disturbi psichici.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti tempestivamente i carabinieri, che hanno preso in consegna la donna, ora sotto custodia. Presenti anche i sanitari del 118, che hanno tentato invano di salvare la vita della neonata, trovata in condizioni disperate. La piccola, la secondogenita della coppia, è stata trasportata d’urgenza in ospedale, ma secondo fonti mediche era già deceduta all’arrivo.

Il padre della bambina, sotto shock, ha necessitato di assistenza sanitaria ed è stato a sua volta trasportato in ospedale. La famiglia ha un altro figlio, un bambino di sette anni.

Indagini in corso: la madre era già seguita dai servizi sanitari

Secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, la donna era affetta da una forma di depressione e in passato era già stata sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio. Era inoltre seguita da un amministratore di sostegno nominato dal Tribunale di Catania, segno che le sue condizioni erano note e monitorate dalle autorità competenti.

La Procura di Catania ha immediatamente aperto un’inchiesta per fare piena luce sull’accaduto. L’abitazione è stata posta sotto sequestro e l’area circostante interdetta per consentire i rilievi della Scientifica. Gli inquirenti stanno ascoltando vicini di casa e possibili testimoni per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento e verificare eventuali segnali premonitori trascurati.

Un’intera comunità sotto shock

La tragedia ha lasciato attonita l’intera comunità locale, che si interroga su come un tale dramma possa essere avvenuto nonostante la presenza di un sistema di tutela già attivo attorno alla madre. Il caso riaccende con forza il dibattito sulla salute mentale, la prevenzione e l’efficacia dei percorsi di sostegno a persone fragili, soprattutto quando sono presenti minori in casa.

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