Gravi episodi di intolleranza e nostalgia fascista hanno segnato il 25 aprile appena trascorso. A Dongo, sul Lago di Como — luogo simbolo della fine del regime mussoliniano — decine di militanti di estrema destra hanno sfilato in un corteo che rievocava apertamente simbologie e ideologie fasciste. Contemporaneamente, ad Ascoli Piceno, una panettiera è stata presa di mira con scritte minatorie dopo aver esposto un lenzuolo antifascista in occasione della Festa della Liberazione.
A pochi giorni di distanza, un nuovo episodio scuote l’opinione pubblica: Liliana Segre, senatrice a vita e superstite dell’Olocausto, è stata nuovamente bersaglio di insulti vergognosi da parte di ignoti, a testimonianza di un clima d’odio che non accenna a placarsi.
A denunciare con forza questi atti è Sandro Ruotolo, responsabile Memoria nella segreteria nazionale del Partito Democratico. “L’antifascismo – ha dichiarato – non è un’opinione, ma il fondamento della nostra Repubblica, sancito dalla Costituzione. Non può e non deve essere oggetto di mediazione politica.”
Ruotolo ha inoltre sollecitato le forze di polizia ad agire rapidamente per identificare e denunciare i partecipanti al corteo di Dongo e gli autori delle intimidazioni ad Ascoli Piceno. “È bene ricordare – ha sottolineato – che l’apologia di fascismo è un reato, mentre l’antifascismo è l’essenza della democrazia.”
Infine, un pensiero di solidarietà è stato rivolto alla senatrice Segre: “A Liliana Segre va tutto il nostro sostegno. Difendere la memoria storica e contrastare ogni rigurgito neofascista è un dovere morale e civile che deve unire tutte le forze democratiche.”
