29 Giugno 2026, lunedì
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Tragedia al Faito: quattro indagati per la caduta della funivia. Indagini su freni e manutenzione

La Procura di Torre Annunziata ipotizza disastro e omicidio colposo. Attesi gli esami autoptici sulle vittime, mentre si indaga su cavi e sistema frenante

La Procura di Torre Annunziata ha iscritto quattro persone nel registro degli indagati per il disastro della funivia del Monte Faito, avvenuto lo scorso 17 aprile. Si tratta di dirigenti e dipendenti dell’Eav, l’Ente Autonomo Volturno che gestisce l’impianto: Marco Imparato, responsabile dell’esercizio e della manutenzione, il direttore generale Pasquale Sposito, e i dipendenti Giancarlo Gattuso e Pasquale Di Pace. Un atto necessario – definito “dovuto” dalla stessa Procura – per consentire alle parti la nomina dei propri consulenti tecnici, in vista dell’autopsia sui corpi delle vittime prevista per il 24 aprile.

L’inchiesta, aperta con l’ipotesi di reati gravi come disastro colposo, omicidio colposo e lesioni personali, ruota attorno alle cause ancora poco chiare del crollo della cabina. Quest’ultima, secondo i primi rilievi, era ancora agganciata al cavo d’acciaio quando è precipitata nel vuoto, lasciando pochi dubbi sulla necessità di indagare a fondo sul funzionamento dei freni e sull’integrità della fune di trazione.

Il tragico incidente ha causato la morte di quattro persone: Janan Suliman, 25 anni, cittadino israelo-palestinese; i coniugi inglesi Elaine Margaret e Derek Winn, rispettivamente di 58 e 65 anni; e Carmine Parlato, 59 anni, macchinista dell’impianto. Gravemente ferito il fratello di Janan, Thabet Suliman, 23 anni, tuttora ricoverato in condizioni critiche all’Ospedale del Mare di Napoli.

I familiari dei due giovani, assistiti dall’avvocato Hillary Sedu, hanno chiesto giustizia e verità, chiedendo che vengano accertate tutte le responsabilità, a partire dalla catena di manutenzione dell’impianto. Un controllo tecnico, infatti, era previsto proprio il giorno prima della tragedia. La tempestività della gestione dell’emergenza e la dinamica dell’accaduto sono ora sotto la lente degli inquirenti.

Mercoledì è previsto un nuovo sopralluogo congiunto sul luogo dell’incidente. Vi parteciperanno consulenti tecnici, magistrati, polizia giudiziaria e squadre del soccorso alpino. Le indagini si concentreranno non solo sulla cabina ritrovata e sul tratto della linea interessato, ma anche sulla vegetazione circostante la stazione del Monte Faito, dove sono stati osservati danni provocati dal maltempo nei giorni precedenti. Tuttavia, l’ipotesi che siano state le condizioni meteorologiche a causare la tragedia è già stata definita “improbabile” anche dalla stessa Eav.

Le verifiche tecniche dovranno chiarire se il sistema frenante ha fallito e se la manutenzione ordinaria – incluso il controllo settimanale – sia stata eseguita correttamente e nei tempi previsti. L’obiettivo della Procura è ricostruire l’esatta sequenza degli eventi e stabilire se si sia trattato di una drammatica fatalità o di una catena di negligenze evitabili.

In attesa dei risultati dell’autopsia e delle prime relazioni tecniche, l’Italia intera guarda con sgomento a questa tragedia, in un luogo che da sempre simboleggia turismo, natura e serenità.

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