In una tranquilla sera di primavera, Roma è tornata ad essere teatro di un efferato delitto. Due cittadini cinesi, un uomo e una donna entrambi di 53 anni, sono stati uccisi a sangue freddo lunedì sera, poco dopo le 23, in via Prenestina, nella periferia est della Capitale. Un agguato studiato nei dettagli, messo in atto con spietata freddezza da un sicario che li ha attesi nell’ombra e ha colpito con precisione letale.
Le vittime stavano rientrando a casa in bicicletta, come facevano abitualmente. Abitavano proprio nel palazzo davanti al quale sono stati trovati esanimi. È lì che l’assassino li ha attesi: secondo le prime ricostruzioni, l’uomo – con il volto coperto da un cappuccio – sarebbe entrato nel condominio fingendosi un visitatore. Avrebbe citofonato a uno dei residenti per farsi aprire, poi è salito fino al piano dove abitava la coppia e, dopo averli attesi per alcuni minuti, è sceso e li ha affrontati appena fuori dal portone. L’agguato si è consumato in pochi istanti: almeno sei i colpi esplosi, diretti alla nuca, segno di un’esecuzione mirata e professionale.
L’omicida è poi fuggito. Non è ancora chiaro se abbia lasciato la scena del crimine a piedi o in moto. Nessun testimone ha assistito direttamente all’omicidio, ma alcuni residenti hanno riferito di aver visto l’uomo aggirarsi nel palazzo poco prima dei fatti.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Investigativo, che hanno immediatamente avviato le indagini. Esclusa con decisione l’ipotesi della rapina: i cellulari e la borsa della donna sono stati trovati accanto ai corpi, intatti. I telefoni sono stati sequestrati insieme all’appartamento della coppia, e saranno analizzati per trovare indizi sui contatti recenti o eventuali minacce.
Una pista investigativa porta verso possibili legami con debiti non saldati: la donna, secondo quanto emerso, avrebbe un precedente legato al gioco d’azzardo, e non si esclude che potesse essere coinvolta in dinamiche finanziarie poco limpide. Un’altra ipotesi seguita dagli inquirenti è quella di un movente passionale, forse alimentato da gelosie o relazioni extraconiugali. Al momento, nessuna delle due piste prevale.
Complicando ulteriormente le indagini è il fatto che le telecamere presenti nel condominio risultavano non funzionanti al momento dell’omicidio. Un’assenza che rende ancora più difficile ricostruire i minuti precedenti all’esecuzione e l’identità dell’assassino.
Intanto, il quartiere resta scosso. I vicini parlano di una coppia riservata, gentile, che non aveva mai dato nell’occhio. Ma dietro quella facciata tranquilla, forse, si nascondevano segreti pericolosi. Segreti che, ora, potrebbero aiutare a far luce su un delitto che ha tutta l’aria di essere stato pianificato con cura e motivato da ragioni profonde.
