1 Giugno 2026, lunedì
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Trump rilancia accuse su Kiev: “Anche Zelensky responsabile della guerra”

L'ex presidente USA promette imminenti proposte per la pace in Ucraina, mentre Sumy piange altri morti: civili colpiti, Mosca parla di obiettivi militari.

Donald Trump torna ad accendere il dibattito sulla guerra in Ucraina con nuove e controverse dichiarazioni. Durante un intervento pubblico, l’ex presidente degli Stati Uniti ha puntato nuovamente il dito contro Kiev per l’invasione russa, salvo poi rettificare in parte le sue parole con un’affermazione più generale e ambigua: “Tutti hanno delle responsabilità. Biden non è riuscito a fermarla, Zelensky avrebbe potuto evitare il conflitto, e Putin non avrebbe mai dovuto iniziarlo”.

Nel suo stile inconfondibile, Trump ha aggiunto un accenno a imminenti proposte per una soluzione al conflitto, promettendo che “presto arriveranno alcune idee per fermare questa guerra devastante”. Tuttavia, non ha fornito dettagli né tempistiche precise, lasciando spazio a speculazioni sull’effettiva concretezza delle sue intenzioni.

Mentre il dibattito politico infiamma i media internazionali, il campo di battaglia continua a restituire immagini di dolore e distruzione. Sumy, città dell’Ucraina nordorientale già colpita duramente nei mesi scorsi, è tornata sotto i riflettori dopo un violento raid missilistico russo. Secondo Kiev, l’attacco ha causato la morte di almeno 34 civili, tra cui due bambini. A scuotere l’opinione pubblica è stato un video diventato virale, in cui una bambina ferita urla disperata: “Mi hanno colpita!”.

Mosca, attraverso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ha sostenuto che l’operazione militare mirava a “una riunione di ufficiali ucraini”, confermando che sarebbero stati uccisi “60 soldati”. Una versione che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha smentito con fermezza: “Tutti i siti colpiti sono obiettivi civili: condomini, negozi, una stazione di servizio. Non un solo bersaglio militare”.

La tensione non accenna a diminuire. Nelle ore successive, Sumy è stata nuovamente presa di mira da missili balistici russi, alimentando la paura di un’escalation e rendendo ancora più urgente la ricerca di un cessate il fuoco duraturo.

Nel frattempo, il fronte diplomatico resta paralizzato. Le dichiarazioni di Trump si inseriscono in un contesto in cui le iniziative di pace si moltiplicano a parole, ma tardano a concretizzarsi. Resta da vedere se le sue “proposte imminenti” avranno un impatto reale oppure si riveleranno solo un altro tassello nella campagna elettorale per il 2024.

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