8 Luglio 2026, mercoledì
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Anche il piacere ha un codice: escort e prostituzione entrano nella classificazione Ateco dell’Istat

Con la nuova classificazione delle attività economiche, l’Istat include ufficialmente i servizi di accompagnamento e le attività legate al sesso tra le categorie riconosciute. Una rivoluzione normativa che fotografa senza ipocrisie la realtà economica e sociale.

Da aprile 2025 anche il mestiere più antico del mondo ha un posto ufficiale nell’universo della statistica economica italiana. Con l’entrata in vigore della nuova classificazione Ateco, l’Istat ha incluso tra le attività codificate anche quelle relative alla prostituzione, al lavoro delle escort e ad altri servizi legati alla sfera sessuale e relazionale.

Il codice che li rappresenta è il 96.99.92, inserito all’interno della Divisione 96, completamente ristrutturata dall’Istituto Nazionale di Statistica per riflettere in modo più puntuale e aggiornato l’evoluzione delle attività economiche. Il codice in questione fa capo alla categoria “Servizi di incontro ed eventi simili”, che comprende una vasta gamma di attività: dai servizi di accompagnamento professionale (le cosiddette escort), alle agenzie matrimoniali e di incontri, fino all’organizzazione di eventi sessuali o alla gestione di locali destinati alla prostituzione. Rientrano nella stessa categoria anche forme di speed networking, ovvero eventi pensati per facilitare nuovi contatti interpersonali, sia a fini romantici che sociali o professionali.

L’Ateco – acronimo di “ATtività ECOnomiche” – è il sistema di codifica adottato in Italia per classificare in modo sistematico tutte le attività economiche a fini statistici, fiscali e amministrativi. Ogni impresa, libero professionista o ente che avvia un’attività deve dichiarare un codice Ateco, che ne definisce la natura operativa. La classificazione, aggiornata periodicamente, si ispira alla struttura europea NACE (Nomenclature statistique des activités économiques dans la Communauté européenne), ma è adattata alla specificità italiana.

La struttura è gerarchica: dalle Sezioni (indicate con lettere da A a U, come “Agricoltura”, “Industria” o “Servizi”), si scende a Divisioni, Gruppi, Classi, fino alle Categorie e Sottocategorie, che permettono di identificare con precisione il tipo di attività svolta.

L’inserimento della prostituzione e delle attività di accompagnamento nella classificazione Ateco non implica un riconoscimento giuridico del mestiere a livello normativo – che in Italia resta in una zona grigia, tra depenalizzazione e divieto di sfruttamento – ma rappresenta un riconoscimento formale dell’esistenza economica di questi servizi. Una fotografia più fedele di una realtà già ampiamente diffusa e che, ora, entra a pieno titolo nei radar della statistica ufficiale.

L’Istat, nel comunicato che ha accompagnato la nuova classificazione lo scorso dicembre, ha sottolineato l’importanza di adattare le categorie alle mutate dinamiche economiche e sociali, tracciando un confine sempre più sottile tra ciò che viene censito e ciò che resta sommerso.

Questa novità apre inevitabilmente a nuove riflessioni, sia dal punto di vista fiscale che etico, sulla possibilità futura di regolamentare – e quindi tutelare – in modo più trasparente e sicuro un settore ancora oggi ai margini della legalità, ma ormai riconosciuto a livello statistico come parte integrante del tessuto economico italiano.

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