Domenica 30 marzo, come accaduto nei giorni precedenti, le Alpi hanno visto un incremento degli incidenti da valanga, alcuni dei quali con esiti gravi, causati dal passaggio di sciatori ed escursionisti. La situazione continua ad essere critica in molte zone, dove il pericolo di valanghe resta elevato, complicato da un manto nevoso instabile e da un progressivo riscaldamento delle temperature.
Attualmente, lungo l’arco alpino, il grado di pericolo varia notevolmente. In Piemonte, Lombardia e nelle zone a bassa quota di Veneto e Friuli, il rischio è moderato (grado 2), mentre nelle Alpi Giulie e nelle Dolomiti, oltre i 1600-1900 metri, il pericolo aumenta, raggiungendo il grado marcato 3. Le maggiori criticità sono legate agli accumuli di neve ventata, che possono facilmente cedere sotto un carico anche minimo, come quello di un singolo sciatore, provocando valanghe.
Il rialzo termico delle ultime giornate, con temperature diurne tra i 10 e i 15 gradi anche sopra i 1500 metri, combinato con l’irraggiamento solare, soprattutto sui pendii ripidi esposti, sta favorendo la formazione di valanghe di neve umida o bagnata. I meteorologi del servizio Meteomont, dei Carabinieri, avvertono che, con le condizioni meteo attualmente in evoluzione, il manto nevoso si sta rapidamente assestando, aumentando il rischio di valanghe di grande portata, anche a causa dell’umidificazione del manto stesso.
Anche se sulla dorsale appenninica la neve è presente solo alle alte quote e in modo discontinuo, la situazione resta comunque preoccupante. Nei rilievi liguri e sulle Alpi Apuane il pericolo è debole (grado 1), ma in altre zone appenniniche come l’Appennino emiliano, i Monti Sibillini, e l’Appennino laziale, il rischio di valanghe è moderato (grado 2) sotto i 1800 metri, mentre oltre quella quota il pericolo sale a grado marcato 3. Le abbondanti nevicate recenti, che hanno portato accumuli fino a un metro di neve fresca, e il rialzo delle temperature, potrebbero innescare valanghe di lastroni di fondo o slittamenti di neve umida e bagnata.
In questo scenario, è fondamentale non sottovalutare il pericolo, anche durante le giornate di sole e di tempo stabile, poiché l’attuale dinamica meteo-nivologica resta estremamente volatile e suscettibile a cambiamenti repentini. Prossimamente si prevede l’arrivo di un nuovo fronte perturbato, che porterà piogge e, localmente, nevicate a quote elevate nei settori centro-orientali delle Alpi.
Il Servizio Meteomont dei Carabinieri, grazie alla propria rete di monitoraggio e ai Nuclei Itineranti di Rilevamento, è attivamente impegnato nella raccolta dei dati meteo-nivologici per monitorare e prevedere il rischio valanghe. Le informazioni raccolte non solo permettono di aggiornare costantemente i bollettini di previsione, ma sono anche utili per analisi scientifiche e per la comprensione delle dinamiche degli incidenti da valanga, contribuendo così alla definizione delle responsabilità legate a tali eventi.
Prima di intraprendere qualsiasi attività in montagna, è essenziale consultare i bollettini aggiornati sulle previsioni di neve e valanghe, disponibili sul sito ufficiale del Meteomont (https://meteomont.carabinieri.it/home) o tramite l’App Meteomont, per garantire la propria sicurezza.
