Ieri, presso l’aeroporto di Fiumicino, l’Italia ha riaccolto uno degli esponenti più temuti della camorra casertana: Antonio Delli Paoli, meglio conosciuto come “Pullastriello”. Estradato dalla Francia, dove si era rifugiato, Delli Paoli è stato immediatamente arrestato e riportato in Italia per scontare la sua pena dell’ergastolo, a seguito di un’evasione clamorosa dal carcere di Carinola (CE) nel dicembre 2024. L’operazione di estradizione ha visto il coordinamento tra la Squadra Mobile di Caserta, i Carabinieri di Marcianise e l’Ufficio Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino, che hanno eseguito l’ordine di arresto, messo in atto dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli.
L’evasione di Delli Paoli, avvenuta il 30 dicembre 2024, è stata la scintilla che ha riacceso l’attenzione delle autorità italiane su uno degli uomini più pericolosi della camorra. In quel periodo, Delli Paoli, già condannato all’ergastolo per omicidio aggravato dal metodo mafioso, era fuori dal carcere grazie a un permesso premio, ma non fece ritorno a Carinola, scatenando un’immediata caccia all’uomo. Le indagini, condotte dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno rivelato che l’ex boss si era rifugiato in Francia, dove è stato arrestato a Strasburgo il 15 gennaio 2025, dopo aver preso parte a una manifestazione di protesta davanti al Parlamento Europeo. Le autorità francesi hanno collaborato attivamente, consentendo il suo trasferimento in Italia.
Antonio Delli Paoli non è un nome qualsiasi nella storia della camorra. Fino alla sua evasioni, era stato uno degli storici capi del clan Piccolo, uno dei gruppi più influenti legati alla fazione camorristica dei Casalesi. Il clan Piccolo, meglio noto con il soprannome di “Quacquaroni”, ha dominato il territorio di Marcianise, in provincia di Caserta, per oltre vent’anni, a partire dagli anni ’80. L’organizzazione era coinvolta in una sanguinosa guerra di mafia con il clan Belforte (alias “Mazzacane”), legato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. La rivalità tra questi due gruppi ha generato una lunga scia di sangue, con decine di omicidi e atti di violenza, tutti frutto di un conflitto per il controllo del territorio e degli affari illeciti. Antonio Delli Paoli, conosciuto anche come “Pullastriello”, è stato uno degli artefici principali di questo scontro, dando il suo contributo alla lotta contro l’avanzata della NCO di Cutolo.
In questo scenario, si inserisce anche uno dei crimini più gravi per cui Delli Paoli è stato condannato: l’omicidio di Salvatore Ruocchio, avvenuto ad Ardea (Roma) il 27 giugno 1990. Per questo omicidio, Delli Paoli è stato condannato all’ergastolo con sentenza della Corte di Assise di Appello di Roma nel maggio 1993. L’omicidio, come tanti altri atti di violenza commessi dai clan camorristici, aveva il chiaro obiettivo di eliminare un nemico e consolidare il potere del clan Piccolo.
La latitanza di Delli Paoli ha rappresentato un capitolo oscuro nella lunga storia della camorra casertana. Il suo arresto e il ripristino della detenzione rappresentano un segnale forte da parte delle autorità italiane: la lotta alla criminalità organizzata non si ferma, nemmeno davanti ai tentativi di fuga e alle lunghe latitanze. L’arrivo di Delli Paoli nella Casa Circondariale di Viterbo segna la fine di una fuga durata più di un mese, ma il suo nome rimane uno dei più temuti tra quelli che hanno scritto la storia della camorra nel Casertano.
Il ripristino della sua detenzione non solo chiude un capitolo per un criminale di spicco, ma rappresenta anche un messaggio per tutti coloro che pensano di poter sfuggire alla giustizia, anche dopo anni di latitanza.
