“Questo è il settimo tentativo di annullare una condanna definitiva, e una situazione del genere è davvero rara, quasi straordinaria”. Con queste parole, Gian Luigi Tizzoni, storico avvocato della famiglia Poggi, ha commentato con fermezza la riapertura dell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, per il quale Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere. La dichiarazione arriva dopo che il caso, già oggetto di una lunga serie di decisioni giuridiche, è stato riaperto per una nuova inchiesta.
In una conversazione con l’agenzia Ansa, l’avvocato ha ricordato che il processo per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco, ha visto il coinvolgimento di oltre quaranta magistrati, che nel corso degli anni hanno ribadito, in maniera unanime, la responsabilità di Alberto Stasi. Il giovane, infatti, è stato condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata, una sentenza che ha suscitato dibattito e polemiche, ma che è stata sempre confermata in tutte le sedi legali.
“Nonostante la condanna passata in giudicato, non sono mancati tentativi di far cadere il giudicato”, ha continuato Tizzoni. “Questo nuovo atto di indagine è l’ennesima prova di come alcune forze stiano cercando di rimettere in discussione una sentenza che ha avuto il suo corso legale e che ha visto il pieno coinvolgimento delle istituzioni giudiziarie”. L’avvocato ha poi aggiunto che, pur comprendendo le dinamiche legate alla riapertura del caso, la famiglia Poggi resta convinta della colpevolezza di Stasi, come sostenuto da decine di magistrati nel corso degli anni.
Inoltre, Tizzoni ha fatto sapere che questa mattina è stato depositato in procura a Pavia il documento che formalizza la nomina della parte offesa per poter seguire da vicino gli sviluppi dell’inchiesta. “Attendiamo ora gli esiti di questa ulteriore inchiesta”, ha concluso l’avvocato, sottolineando la determinazione della famiglia a fare giustizia per Chiara, a più di un decennio dal tragico omicidio.
Il riaprirsi del caso continua a generare forti emozioni e tensioni, non solo per la famiglia Poggi, ma anche per l’opinione pubblica che ha seguito il caso fin dall’inizio, restando incollata alle vicende processuali che hanno segnato una delle pagine più dolorose della cronaca nera italiana. Il futuro del caso, con questa nuova indagine, è ancora tutto da scrivere.
