8 Luglio 2026, mercoledì
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Salò dice addio a Mussolini: revocata la cittadinanza onoraria, ma Pezzana la mantiene

Il consiglio comunale di Salò annulla il riconoscimento a Benito Mussolini, mentre a Pezzana, Vercelli, la cittadinanza onoraria resta intatta nonostante le polemiche.

Una decisione che fa discutere e segna un momento storico. Il consiglio comunale di Salò ha ufficialmente revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, un atto simbolico che riporta la città bresciana a riflettere sul proprio passato. La mozione è stata approvata con 12 voti favorevoli, tutti espressi dalla maggioranza di centrosinistra, mentre 3 consiglieri si sono opposti e uno si è astenuto. Quest’ultimo voto astenuto arriva da un consigliere che appartiene a una lista civica, una delle quali è legata a Fratelli d’Italia, a testimonianza delle forti divisioni politiche in gioco.

L’importante decisione è stata presentata dal consigliere Tiberio Evoli, che ha portato all’attenzione del consiglio comunale la necessità di annullare questo riconoscimento, conferito al “Duce” nel 1924 dal commissario prefettizio Salvatore Punzo. Il gesto di revoca ha una forte valenza simbolica, specialmente in una città come Salò, che durante la Seconda Guerra Mondiale fu la sede della Repubblica Sociale Italiana, lo stato fascista creato da Mussolini dopo la sua destituzione.

In un clima di crescente attenzione alle radici storiche e alla memoria collettiva, la decisione di Salò si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda la relazione tra le amministrazioni locali e il passato fascista del paese. La mossa di Salò arriva a pochi giorni di distanza da una situazione diversa in un’altra città italiana: Pezzana, in provincia di Vercelli, ha scelto di mantenere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, conferitagli nel 1924, scatenando non poche polemiche.

A Pezzana, la cittadinanza onoraria è rimasta salda, come un “vecchio zio” che la comunità locale si rifiuta di allontanare, nonostante le sollecitazioni a rivedere tale decisione. Il consiglio comunale, in questo caso, ha deciso di non revocare il titolo, nonostante la crescente pressione da parte di alcuni gruppi e forze politiche, e di mantenere il legame con quella parte di storia che molti, nel resto del paese, considerano ormai un segno da rimuovere.

L’episodio di Salò si inserisce così in un panorama di revisionismo storico che sta investendo molte città italiane, con divergenze politiche e sociali che riflettono la difficile gestione di una memoria storica ancora divisiva per una nazione che si è lasciata alle spalle il fascismo ormai da decenni. Ma mentre alcune città scelgono di fare i conti con il passato, altre continuano a mantenere intatti i legami con una storia che, per alcuni, è troppo difficile da separare dalla propria identità locale.

Questa vicenda è destinata a rimanere un punto di riferimento nella discussione sulla memoria storica in Italia, con un’attenzione crescente da parte di cittadini e istituzioni su come affrontare il legame tra le città e i riconoscimenti conferiti a figure storiche controverse come Benito Mussolini.

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