28 Luglio 2026, martedì
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L’Avaro di Molière con Ugo Dighero al Teatro Manzoni

Dal 18 febbraio al 2 marzo va in scena una lettura moderna del grande classico che ruota attorno al tema centrale del denaro con la regia di Luigi Saravo e Ugo Dighero protagonista nel ruolo di Arpagone

Lo straordinario talento comico di Ugo Dighero, già apprezzatissimo protagonista di opere di Stefano Benni e Dario Fo, per la prima volta in un grande classico, l’Avaro di Molière, nel ruolo di Arpagone.

Prosegue la fortunata tournèe della commedia di Molière, prodotta da Teatro Nazionale di Genova, a.ArtistiAssociati Centro di produzione teatrale Teatro Stabile di Bolzano, Centro Teatrale Bresciano, dal 18 febbraio al 2 marzo in scena al Teatro Manzoni di Milano, con un nuovo allestimento e traduzione di Letizia Russo, le musiche originali di Paolo Silvestri e la regia di Luigi Saravo.

Nella pièce di Molière si assiste a un epico scontro tra sentimenti e soldi, Arpagone è disposto a sacrificare la felicità dei figli, pur di non dovere fornire loro una dote e anzi acquisire nuove ricchezze attraverso i loro matrimoni.

La regia di Saravo ambienta lo spettacolo in una dimensione contemporanea con riferimenti temporali diversi, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot pubblicitari che tormentano Arpagone in una società orientata al consumo, definita dalla necessità di far circolare il denaro. Intorno a lui si muovono gli altri personaggi, apparentemente vittime della sua tirannia, che lamentano la loro prigionia, la loro sottomissione forzata alle volontà di Arpagone, ma in realtà sono sottomesse soprattutto al vincolo economico che le lega a lui.

A fianco di Ugo Dighero, Mariangeles Torres è impegnata in un doppio ruolo: sarà Freccia, il servitore che sottrae la cassetta di denaro di Arpagone, e la domestica / mezzana Frosina, ovvero i due personaggi che muovono l’azione, scatenando l’irresistibile gioco degli equivoci, sino al ribaltamento di tutte le carte in tavola.

«L’Avaro di Molière ruota attorno a un tema centrale, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro – afferma il regista – Il conflitto tra Arpagone e il suo entourage è il conflitto tra due visioni economiche: una consumistica e una conservativa. Nella nostra contemporaneità, in cui vige l’imperativo di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita, il gesto immobilista di Arpagone, ossessionato dall’idea di non intaccare il proprio patrimonio, suona quasi sovversivo, in opposizione alla tirannia del consumo».

“Arpagone è un personaggio da un punto di vista attoriale interessantissimo – ha raccontato Ugo Dighero durante la conferenza di presentazione –  perché si ha modo di entrare nella commedia, nella tragedia, si gira attorno a due dei grandi temi della nostra vita il denaro e l’amore e, tra l’altro, non c’è nessun bisogno di caratterizzare la macchietta, la scrittura è talmente efficace che i meccanismi comici sono già sulla carta, non c’è nulla da aggiungere, basta crederci completamente nel senso di affrontare il personaggio in tutti i suoi aspetti in maniera tridimensionale”. “Abbiamo fatto un lavoro per cui il pubblico credendo nei personaggi, enfatizzando i personaggi, ride ancora di più del paradosso della situazione senza dover costringere noi a fare la macchietta ma entrando nella verità del personaggio quindi dal punto di vista interpretativo, una bellissima avventura” conclude Dighero.

Uno spettacolo che diverte e fa riflettere il pubblico, un testo complesso e ironico, che come tutti i grandi classici, è estremamente moderno. Info e biglietti: www.teatromanzoni.it

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