5 Ottobre 2026, lunedì
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Italia in Retromarcia nella Lotta alla Corruzione: Scende al 52esimo Posto nel Ranking Globale

Dopo anni di progressi, il punteggio dell'Indice di Percezione della Corruzione cala di due punti: un campanello d’allarme per il Paese

L’Italia arretra nella classifica globale dell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI), scendendo al 52esimo posto su 180 Paesi e registrando un punteggio di 54 su 100. Un dato preoccupante, soprattutto perché rappresenta la prima inversione di tendenza negativa degli ultimi tredici anni. A livello europeo, il nostro Paese occupa il 19esimo posto su 27 Stati membri dell’Unione Europea, confermando una stagnazione che preoccupa analisti e istituzioni.

Un’inversione di tendenza dopo oltre un decennio di crescita

Dal 2012, l’Italia aveva visto un miglioramento costante nel suo punteggio CPI, guadagnando complessivamente 14 punti. Tuttavia, il rapporto 2024 di Transparency International segnala un arresto di questa crescita e un’inversione di rotta che evidenzia nuove criticità. L’indice, che misura la percezione della corruzione nel settore pubblico, è basato su dati provenienti da 13 fonti autorevoli e riflette le opinioni di esperti e osservatori internazionali.

Un quadro europeo in stallo

Nonostante l’Europa occidentale si confermi la regione con il punteggio medio più alto a livello globale (64), il rapporto evidenzia un rallentamento o addirittura una regressione negli sforzi anticorruzione. Un segnale che non riguarda solo l’Italia, ma che deve spingere l’intero continente a riconsiderare strategie e strumenti per rafforzare la trasparenza e la legalità.

Le parole chiave per il futuro: prevenzione, regolamentazione e cooperazione

Secondo Michele Calleri, presidente di Transparency International Italia, il Paese ha ora l’opportunità di rilanciare la lotta alla corruzione attraverso strumenti normativi e culturali più incisivi:

“Prevenzione, regolamentazione e cooperazione devono essere al centro dell’azione politica e istituzionale, sia a livello nazionale che europeo. La direttiva anticorruzione dell’UE rappresenta un’occasione da non perdere per alzare gli standard e rafforzare le tutele, sia nelle istituzioni comunitarie che nei singoli Stati membri. In Italia, regolamentare temi cruciali come il conflitto di interessi e il lobbying deve essere una priorità per garantire maggiore trasparenza e ristabilire la fiducia dei cittadini.”

Con questa sfida davanti, l’Italia è chiamata a invertire nuovamente la rotta, riaffermando il proprio impegno nella costruzione di un sistema più trasparente ed efficiente. Il calo del punteggio CPI non è solo un dato statistico, ma un chiaro segnale di allarme che richiede risposte concrete e tempestive.

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