3 Luglio 2026, venerdì
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Meloni Sostiene Santanchè: Rinviata a Giudizio Non Si Dimette. Le Opposizioni Chiedono la Sfiducia

La premier respinge le richieste di dimissioni della ministra del Turismo, ma il caso Santanchè continua a infiammare il dibattito politico, con le opposizioni pronte alla battaglia in Parlamento.

La premier Giorgia Meloni interviene con fermezza sul caso che coinvolge la sua ministra del Turismo, Daniela Santanchè, dopo il rinvio a giudizio per false comunicazioni sociali legate al caso Visibilia. “Il rinvio a giudizio non è un motivo sufficiente per le dimissioni, né accetterò lezioni da chi sta all’opposizione”, ha dichiarato Meloni, sottolineando che non ci sono ragioni per pensare a un imbarazzo o a un’instabilità interna al governo.

La premier ha inoltre precisato che il silenzio mantenuto in questi giorni non è stato una mossa strategica di disimpegno, ma piuttosto una reazione alla diffusione di ricostruzioni infondate sulla vicenda. “Mi rendo conto che anche il mio silenzio possa aver alimentato voci errate. Non c’è alcun braccio di ferro, né preoccupazione. Incontrerò la ministra Santanchè per parlare della situazione”, ha aggiunto Meloni, smentendo le speculazioni che hanno circolato nelle ultime ore.

Il caso riguarda il rinvio a giudizio della ministra Santanchè, avvenuto il 17 gennaio scorso, insieme ad altri imputati, per presunti illeciti legati alla gestione della società Visibilia, che la ministra ha dismesso nel 2022. Nonostante l’esito giudiziario, Santanchè ha ribadito la sua totale fiducia nell’esito del processo, dichiarando: “Non c’è alcun dolo, né danno. Sono certa che sarò assolta e non vedo motivo di dimettermi.”

Anche se Meloni difende la ministra, non mancano voci critiche all’interno del governo e tra gli alleati di coalizione. Ignazio La Russa, presidente del Senato e tra gli esponenti più vicini alla Santanchè, ha affermato che la ministra sta “valutando la situazione” e che ogni decisione sarà presa con attenzione. Altri esponenti di Fratelli d’Italia, come Giovanni Donzelli, hanno fatto riferimento alla necessità di una riflessione sul caso, pur non entrando nel merito delle dimissioni.

Nel frattempo, Matteo Salvini, leader della Lega, ha espresso una posizione chiara, rispondendo ai giornalisti: “In Italia si è colpevoli solo quando si è condannati, non quando si è rinviati a giudizio. La ministra Santanchè deve continuare a fare il suo lavoro”. Un’affermazione che sembra voler mettere fine a qualsiasi discussione interna sulla sua permanenza nel governo.

Le opposizioni, però, non restano passive e anzi intensificano la pressione. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha accusato Meloni di incoerenza, rilevando che la premier non ha mai preso posizione sulla vicenda, né ha chiesto le dimissioni della ministra rinviata a giudizio. “Meloni non può ignorare questo scandalo”, ha detto Schlein, sollevando il tema della responsabilità politica di chi ricopre incarichi di governo.

Da parte sua, Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha annunciato che il suo partito non si fermerà e continuerà a spingere per una nuova mozione di sfiducia contro la ministra. “Andremo avanti in tutte le sedi istituzionali per chiedere le dimissioni di Santanchè”, ha dichiarato, preannunciando che il M5s non abbasserà la guardia sul caso.

La questione rimane quindi aperta e continuerà a essere un tema caldo nella politica italiana, con il governo e le opposizioni pronti a confrontarsi anche nelle prossime settimane.

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