8 Luglio 2026, mercoledì
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Trump a Davos: “Inizia l’età dell’oro per gli Stati Uniti”

Il presidente americano rilancia la politica interna ed estera: produzione nazionale, tagli fiscali e nuove frontiere tecnologiche al centro del suo discorso.

Con un intervento in videocollegamento al World Economic Forum di Davos, Donald Trump ha proclamato con entusiasmo l’inizio di una nuova era per gli Stati Uniti: “È stata una settimana storica. È iniziata l’età dell’oro per la nostra nazione”, ha dichiarato tra gli applausi dei presenti. Trump, alla sua prima partecipazione da presidente su un palcoscenico internazionale, ha delineato una visione ambiziosa per il futuro del paese, promettendo forza economica, unità sociale e prosperità globale.

“Presto gli Stati Uniti saranno più forti, più ricchi e più uniti”, ha affermato il presidente, ribadendo che il suo governo ha dato vita a una “rivoluzione del buon senso”. Secondo Trump, le politiche americane porteranno non solo benefici al paese, ma contribuiranno a un pianeta “più pacifico e prospero”.

La sfida alle aziende: “Producete in America o pagherete dazi”

Uno dei temi centrali del discorso è stato un monito diretto alle aziende globali. “Il mio messaggio è chiaro: producete in America e godrete delle tasse più basse al mondo”, ha dichiarato Trump. Per chi sceglierà di delocalizzare, però, il presidente ha annunciato misure severe: “Se non producete in America, pagherete dazi che porteranno centinaia di miliardi, persino trilioni, di dollari nel nostro tesoro per rafforzare la nostra economia”.

Tagli fiscali e costo del denaro

Trump ha poi anticipato grandi cambiamenti in ambito fiscale: “La maggioranza repubblicana al Congresso approverà i più grandi tagli fiscali della storia americana, con benefici massicci per lavoratori e famiglie”. Il presidente ha inoltre espresso l’intenzione di intervenire sul costo del denaro, chiedendo un abbassamento globale dei tassi d’interesse: “Questo non solo stimolerà l’economia americana, ma contribuirà anche a frenare l’inflazione”.

Non sono mancate critiche al suo successore, Joe Biden, accusato di aver gestito male l’inflazione e di aver provocato “la peggiore crisi inflazionistica nella storia moderna”, con conseguenze drammatiche sui tassi d’interesse a livello mondiale.

Petrolio e guerra in Ucraina: “Una soluzione immediata”

Rivolgendo la sua attenzione alla politica energetica, Trump ha promesso di agire sul costo del petrolio per influire sul conflitto tra Russia e Ucraina. “Chiederò all’Opec e a Riad di abbassare i prezzi del petrolio. Se il costo scendesse, la guerra finirebbe immediatamente”, ha dichiarato con convinzione. Trump ha descritto la situazione in Ucraina come un “macello” che non si vedeva dalla Seconda Guerra Mondiale e ha ribadito l’importanza di trovare una soluzione negoziata.

Tecnologia e energia: un futuro da superpotenza

Esaltando la sua politica energetica, che punta sul ritorno al petrolio, Trump ha annunciato che gli Stati Uniti diventeranno “la capitale mondiale dell’intelligenza artificiale e delle criptovalute”. La deregolamentazione, ha spiegato, sarà una delle chiavi per raggiungere questo obiettivo: “Abbiamo avviato la più grande campagna di deregolamentazione della storia, superando persino gli sforzi del mio precedente mandato”.

Concludendo il suo intervento, Trump ha ribadito che la visione della sua amministrazione porterà non solo prosperità agli Stati Uniti, ma lascerà un’eredità globale di pace e innovazione. “L’America tornerà a essere il faro del mondo, non solo economicamente, ma anche moralmente e tecnologicamente”, ha detto il presidente, sottolineando il ruolo di leadership che il paese è destinato a ricoprire.

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