A cura di Davide Nicoletti
Cosenza – Una vicenda drammatica e surreale ha scosso la comunità di Cosenza ieri sera, quando una neonata di appena un giorno è stata rapita dalla clinica “Sacro Cuore”. Gli autori del rapimento, Rosa Vespa, 51 anni, e suo marito Acqua Moses, 43 anni, di origine senegalese, sono stati arrestati dalla polizia poche ore dopo l’incidente. Fortunatamente, la bambina è stata ritrovata sana e salva e restituita ai genitori.
La storia dell’inganno di Rosa Vespa inizia mesi prima del rapimento, quando la donna ha simulato una gravidanza per circa nove mesi. Per convincere amici e parenti della sua maternità, Vespa ha condiviso un post su Facebook l’8 gennaio scorso, annunciando con grande entusiasmo la nascita di un maschietto, che avrebbe dovuto chiamarsi “Ansel”. La donna ha anche fornito dettagli inventati sul parto, riuscendo a ingannare chi le stava attorno.
L’inganno di Vespa ha preso una piega ancora più drammatica quando, fingendosi una paziente, si è introdotta nella clinica “Sacro Cuore” di Cosenza. Approfittando di un momento di distrazione del personale sanitario, la donna ha rapito la neonata, figlia di una coppia locale. Quando l’allarme è scattato, le forze dell’ordine hanno avviato immediatamente una vasta operazione di ricerca.
Poche ore dopo, grazie a una segnalazione e all’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza, la polizia è riuscita a individuare la coppia. Vespa e Moses sono stati trovati nella loro abitazione mentre festeggiavano il presunto arrivo del loro “figlio”, in un quadro surreale di delirio e follia. La coppia è stata fermata e portata in questura, dove hanno confessato il rapimento.
Le indagini preliminari suggeriscono che la donna, che non poteva avere figli e desiderava ardentemente diventare madre, abbia messo in scena questo piano per “adottare” la neonata e completare la messinscena iniziata mesi prima. Rosa Vespa e Acqua Moses sono ora accusati di sequestro di persona e rischiano pene severissime.
Nel frattempo, la neonata, fortunatamente in buona salute, è stata restituita ai suoi legittimi genitori. La città di Cosenza ha accolto con sollievo il ritorno della bambina, ma l’intera comunità è ancora sconvolta dalla drammaticità dell’episodio.
Le forze dell’ordine hanno sottolineato come, purtroppo, episodi del genere siano rari ma molto gravi, e hanno ribadito l’importanza di vigilare sempre sul benessere e la sicurezza dei più piccoli, specialmente in strutture sanitarie. La famiglia della neonata ha ricevuto il supporto della comunità locale, che si è stretta attorno a loro dopo l’incubo vissuto.
