30 Novembre 2022, mercoledì
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LA DONNA TRA LAVORO E DISPARITA’ DI GENERE

Attualmente la condotta verso l’uguaglianza tra i sessi si sta evolvendo, ma nonostante ciò permangono nette diseguaglianzesoprattutto nel mercato del lavoro.

Nel passato tale differenza era più marcata sia sul piano sociale che familiare, difatti le donne avevano un ruolo marginale, a loro spettava il solo compito di procreazione, occuparsi della casa, crescita dei figli mentre agli uomini avevano il primato. Gli unici a sostenere economicamente la famiglia mantenendo un forte controllo di potere e decisionale su tutti i componenti familiari. 

Vi era un inconcepibilità di poter pensare ad una donna madre e lavoratrice indipendente sia dal punto di vista economico che sociale, permaneva l’assoluta convinzione che ai maschi e alle femmine spettassero ruoli e comportamenti differenti e questo modo di vivere ha permesso la nascita di stereotipi errati frutto di un cattiva abitudine.

La condizione della donna rispetta a quello dell’uomo è passata attraverso cambiamenti a seconda dell’evoluzione sociale, culturale, storica e religiosa di un popolo, ma è pur vero che su un piano generalizzato in tutti i paesi e in tutti i tempi la donna è sempre stata sottoposta a una considerazione inferiore rispetto all’uomo.

Grazie ai movimenti femministi e all’attuazione di politiche sociali paritarie, il divario tra uomo e donna si è decisamenteridotto soprattutto grazie a il riconoscimento di molti diritti che in passato erano del tutto negati.

Oggi fortunatamente nel nostro paese è ben lontana quella realtà,ma è pur vero che in alcuni paesi questo divario è ancora percettibile ove c’è una rigida struttura patriarcale.

Da ricerche è emerso che, attualmente questa inferiorità èavvertita sul piano lavorativo, molte donne hanno più difficoltà a trovare un lavoro, percepiscono salari più bassi e faticano ad accedere a posizioni importanti o perfezionamento di carriera professionale sussistono inspiegabilmente e notevoli differenze.Ostacolate da pregiudizi di natura culturale e sociale, che indicanouna donna meno adatta rispetto ad un uomo a poter svolgere alcuni mansioni lavorative e tipologie di professioni, infattiesistono dei settori lavorativi in cui le presenze femminili vengonoancora accettate con fatica.

L’esclusione della donna dal mondo del lavoro spesso viene interpretata come conseguenza di una propria scelta, e non dovuta alla carenza di norme e servizi adeguati a facilitare la vita lavorativa delle donne-madri. Si ha la tendenza a far ricadere sulla donna più responsabilità di cura nei confronti dei figli e questo elemento spinge molte donne a restare fuori dal mercato del lavoro.

Una minore partecipazione lavorativa femminile non è solo negativa sotto l’aspetto sociale, ma anche per motivi economici, poiché nonostante conseguano ottimi risultati durante gli studi non vengono inserite in modo appropriato nel mondo del lavoro e ciò implica che molti menti eccellenti non potranno contribuire in maniera adeguata allo sviluppo di imprese e aziende restando totalmente fuori da questa realtà.

Molte lavoratrici ogni giorno si scontrano con discriminazioni sul luogo del lavoro che andrebbero abbattute, tra le quali differenze in termini di retribuzione, molestie, forme di ingiustizie legate alla maternità poiché tuttora portare avanti una gravidanza e mantenere il proprio lavoro risulta alquanto impossibile. Le discriminazioni di genere, ledono uno dei principi fondamentali della Dichiarazione dei diritti umani, ovvero che a tutti gli individui spettano diritti e libertà, senza distinzioni alcuna, perragioni di colore, di sesso, di lingua, di religione e opinionepolitica e garantire la parità di genere significa assicurare medesime opportunità per poter studiare e lavorare. Questi diritti sono affermati anche dalla Costituzione italiana, seppur risulta ancora un obiettivo da raggiungere a pieno.  

L’uguaglianza è rappresentata nel quinto obiettivo globale dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, cruciale per il raggiungimento della parità tra i sessi in tutto il mondo. Prevede che la donna possa accedere a qualsiasi lavoro ricevendo lo stesso trattamento economico al medesimo livello dell’uomo.

Il lavoro femminile rappresenta un aspetto primordiale per lo sviluppo occupazionale, un attività da preservare lungo il corso della vita, fondamentale per l’identità personale, per un’indipendenza economica e riconoscimento sociale.  

Nel corso dei decenni molte cose sono mutate, ma la rivoluzione femminile non è completa e non si può ritenere tale fino a quando in tutti i paesi del mondo le donne non potranno godere degli stessi diritti degli uomini e non potranno scegliere liberamente come vivere la propria vita, per cui e inaccettabile che ci sia un principio di superiorità di un essere rispetto all’altro. Per contrastare questo divario, è importante porre in essere delle misure che aiutino le donne ad accedere e a rimanere sul mercato del lavoro, ma allo stesso modo è fondamentale incoraggiare gli uomini a farsi carico di una più ampia parte di responsabilità familiare.

E’ necessario un ‘intervento decisivo della politica attraverso leggi mirate per garantire la piena parità di trattamento, pieno rispetto delle regole sui luoghi di lavoro, perché senza un impegnocongiunto non arriveremo mai alla piena uguaglianza tra i sessi.

A cura di:

DI MAMBRO DOLORES

DOCENTE E PEDAGOGISTA

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