1 Ottobre 2022, sabato
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Avv. Gimmi Cangiano: ”Il Presidente Reali, ha adottato un provvedimento che si può definire coraggiosamente sollecitatorio”

A cura di Ionela Polinciuc


La lentezza della giustizia, è uno dei principali problemi strutturali del nostro Paese. L’inefficienza del nostro sistema giudiziario scoraggia gli investimenti, aumenta il costo del credito e riduce il tasso di occupazione e di partecipazione al mercato del lavoro. Inoltre, arriva anche la sconcertante notizia del Presidente Reali che dal 15 ottobre saranno sospese le udienze per 6 mesi.
Ebbene, al riguardo, abbiamo intervistato l’avv. Gimmi Cangiano.
Avv. perché la giustizia in Italia è così lenta e costosa?

Lenta e costosa per una procedura eccessivamente barocca, soprattutto nel penale in cui, sostanzialmente ,si va da un modello inquisitorio nelle fase delle indagini a uno accusatorio ipergarantista nella fase dibattimentale. A questo va aggiunto una errata ripartizione delle piante organiche sul territorio nazionale. I magistrati sostanzialmente vengono ripartiti non per carico di ruolo ma per popolazione, senza quindi considerare il livello di litigiosità, diverso per consistenza e ‘natura’ nelle varie zone d’Italia, e il ricambio continuo che si registra in alcune zone, come in Calabria, che non consente una vera continuità dell’azione giurisdizionale.

Cosa ne pensa della decisione che ha dovuto prendere in presidente Del tribunale di Roma sospendendo le udienze dal 15 ottobre per 6 mesi?


Può sostanzialmente considerarsi un disperato ‘grido’ di allarme e di dolore che non può e non deve restare inascoltato. E’ in effetti dovuto a inefficienze del sistema nel suo complesso, ancor più grave se si considera che viene dal Tribunale della Capitale, il più grande d’Italia.


Ma, è giusto che sia stato il Presidente Reali a prendere il provvedimento, oppure doveva intervenire il Parlamento?
Il Presidente ha adottato un provvedimento che si può definire coraggiosamente sollecitatorio. Credo sia doveroso e giusto che ad intervenire con urgenza debba essere la Politica e dunque il Parlamento. Il problema, tra l’altro, è legato alla allarmante inefficienza del sistema ed è slegato dalla produttività dei magistrati.
Secondo Lei, quale sarebbe la soluzione migliore da adottare con urgenza?
Rivisitazione massiccia delle piante organiche e un corposo incremento di risorse e di uomini da distribuire sulla base della effettiva domanda di giustizia, con un monitoraggio periodico che tra l’altro verifichi la corretta allocazione delle risorse medesime. Indispensabile, poi, la riforma del Codice di procedura penale in direzione più garantista nella fase delle indagini e meno ipergarantista in quella dibattimentale.

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