6 Ottobre 2022, giovedì
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Avv.Claudio Ursomando: ”Il problema giustizia rappresenta una delle maggiori criticità del nostro Paese”

A cura di Ionela Polinciuc


I problemi della giustizia italiana sono quelli che hanno fatto le prima pagine dei media negli ultimi mesi, ma sono soprattutto quelli che da sempre angosciano cittadini e imprese e cioè la lentezza dei processi e la imprevedibilità degli esiti. Sconcertante la notizia arrivata dal Presidente Reali: a partire dal 15 ottobre processi sospesi per 6 mesi.
Al riguardo, abbiamo intervistato l’avv. Claudio Ursomando.
Avv. perché la giustizia in Italia è così lenta e costosa?
Il problema giustizia rappresenta una delle maggiori criticità del nostro Paese, immediatamente dopo il problema del lavoro e della pressione fiscale che, di fatto, trascinano il nostro Paese in una posizione stagnante da ormai una decina di anni. Tante sono le cause della crisi della giustizia in Italia: dalla mancanza di magistrati, a quella dei funzionari e cancellieri. Ma anche gli evidenti ritardi nell’applicazione delle forme deflattive al contenzioso giudiziario che l’Europa da anni ci chiede di applicare, come ad esempio la mediazione civile. Purtroppo in questi anni la politica è rimasta sorda alle richieste di aiuto degli operatori del diritto che chiedevano soluzioni concrete per accelerare i tempi delle procedure giudiziare. Infatti, gli unici interventi messi in campo dai vari governi che si sono succeduti sono stati un aumento indiscriminato dei contributi unificati, la cui unica conseguenza è stata aumentare considerevolmente i costi giudiziari portando i cittadini a rinunciare, in alcuni casi, a poter adire la giustizia per vedersi riconosciuti i propri diritti.

Cosa ne pensa della decisione che ha dovuto prendere in presidente Del tribunale di Roma sospendendo le udienze dal 15 ottobre per 6 mesi?
Non sono a conoscenza dei dati che hanno portato il presidente del Tribunale di Roma a sospendere le udienze per il prossimo semestre. Tuttavia penso che se il Presidente Reali è arrivato a tale decisione è perché non poteva fare altrimenti ed anzi penso che con questa decisione abbia voluto creare anche un effetto shock, portando alla ribalta, anche da un punto di vista mediatico, la crisi del sistema giudiziario che non colpisce solo i cittadini, ma anche gli avvocati, che operano in uno stato di completa deriva, e gli stessi giudici che si trovano ad dover affrontare i processi senza la giusta serenità di giudizio.

Ma, è giusto che sia stato il Presidente Reali a prendere il provvedimento, oppure doveva intervenire il Parlamento?
Per quanto detto in precedenza penso che la decisione assunta dal Presidente Reali, valutandola nell’ottica precedentemente esposta, e seppur fortemente pregiudizievole per i cittadini e per tutti gli operatori del diritto, sia stata giusta. Purtroppo dobbiamo constatare che la classe politica ,ancora una volta, non è stata in grado di intervenire in un settore fondamentale come quello della giustizia, non sapendo sfruttare appieno i fondi del Pnnr per attuare, finalmente, una reale e strutturale riforma del sistema giudiziario fondato sul principio della certezza del diritto in tempi celeri.
Secondo Lei, quale sarebbe la soluzione migliore da adottare con urgenza?
In primo luogo bisognerebbe agire sulla carenza di organico sia dei magistrati che dei funzionari e cancellieri dei tribunali attraverso dei concorsi straordinari, con concorsi speciali rivolti a chi ha già acquisito sul campo – penso ad avvocati con almeno 5/10 anni di esperienza effettiva – le conoscenze necessarie per essere immediatamente pronto all’immissione in ruolo. Allo stesso tempo proseguirei nell’incentivare, in modo ancora più vincolante rispetto all’ultima riforma Cartabia, l’applicazione di procedure alternative ai processi , specie nel campo civile, come la mediazione, l’arbitrato e la negoziazione assistita rendendoli, nel caso, gli unici rimedi al contenzioso già esistente, azionato da almeno tre anni, così da decongestionare, finalmente i tribunali da tutto il pregresso.

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