8 Agosto 2022, lunedì
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Prima Mostra sugli squali alla stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

a cura di Luigi Rubino

Lo squalo non è nemico dell’uomo….

Lo squalo nemico dell’uomo?  In un primo momento si tende a rispondere si, ma poi  tutto cambia se studiamo la storia di questi animali,  le loro abitudini  in quella grande distesa di acqua salata che si chiama mare.

Squali del Mediterraneo” è il titolo della la prima mostra  temporanea allestita nella sala “Bernardi” alla stazione zoologica “Anton Dohrn” situata tra il verde della Villa Comunale di Napoli e dedicata a queste splendide creature marine, inseriti nella lista  dell’uomo come uno dei più feroci predatori esistenti sulla Terra.

La mostra – ci ha detto il presidente della Stazione Zoologica napoletana, Roberto Dannovaro  –  nasce per raccontare tante cose sugli squali che non sono mai state raccontate.  L’esposizioni temporanea si focalizza su 86 esemplari di squali esistenti nel Mediterraneo.  L’obiettivo – precisa  Dannovaro – è quello di far conoscere, attraverso 150 anni di storia, la vita di questo animale etichettato come uno dei più temuti sulla terra, seguendo la sua evoluzione, attraverso fossili, riproduzioni  a misura gigantesche e naturale di alcune specie, dando spazio anche ai piccoli  esemplari, che si nutrono, come la maggior parte degli squali, di plancton marino.

 Gli effetti negativi più recenti dell’uomo sugli squali – ha aggiunto Dannovaro-   sono legati al rischio di estinzione di molte specie del Mediterraneo”. Quindi più che temere gli squali, bisogna preoccuparsi  del comportamento più volte aggressivo dell’uomo.

“ Noi vogliamo che chi viene a visitare il  Museo Anton Dohrn  alla fine vada via soddisfatto di aver imparato qualcosa di più su queste creature meravigliose dei nostri mari che devono essere rispettate e non maltrattate, come succede ancora in molte parti del mondo.   

La mostra si articoli in varie percorsi,  da quella anatomica  per continuare con i  reperti raccolti nel tempo come i 2500 denti  di squali fossili, i 184 di Megalodonte, (squalo gigante)  corredato da immagini fotografici, documentari  pannelli esplicativi, riproduzioni a misura naturale dei famosi squali  “Bianco” ed “Elefante”.

  Il tutto è curato da esperti di squali, biologici marini, paleontologi , pronti a illustrare con l’ausilio di  cartelloni  le varie razze di squali, partendo da quello Bianco, per proseguire con lo squalo Elefante e tante altre.

“Gli squali non sono pericolosi più di un cane che vediamo per strada o addirittura ad una zanzara.”  A svelarlo sono i dati statistici  resi noti dal progetto ELife, finanziato dalla Comunità Europea per la tutela  degli squali  nel Mediterraneo.

Il progetto è stato illustrato in sala da  Massimiliano Bottaro, esperto europeo di squali del Mediterraneo della Stazione Zoologica di Napoli.

Gli squali sono in pericolo, perché l’uomo con la sua azione, in particolare con le sue attività di pesca, l’urbanizzazione, l’inquinamento da plastica e le costruzioni in prossimità della costa sottrae  habitat di vita a questi animali che, di seguito non trovando  più cibo in mare, muoiono senza potersi riprodurre.

Al progetto scientifico e agli allestimenti della mostra hanno collaborato  i ricercatori della stazione zoologica Dohrn:  Thalassia Giaccone, Elisa Cenci, Marco Signore, Andrea Travaglini, Maria Cristina Vigo Majello. Al progetto grafico ha lavorato Ester Vollono.

 La mostra, che merita di essere visitata, sarà aperta tutti  i giorni, tranne il lunedì.

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