22 Maggio 2022, domenica
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Trasferirsi all’estero per non pagare i debiti: è possibile?

Andare all’estero non interrompe l’obbligo di pagare le tasse in Italia se non si sposta, oltre alla residenza, anche la propria dimora abituale per almeno 183 giorni all’anno (184 negli anni bisestili). Oltre a ciò bisogna anche iscriversi all’Aire (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero).

Non perché ci si trasferisce in uno Stato estero i debiti cessano di esistere. Questi permangono in capo al soggetto in questione e, in teoria, potrebbero essere oggetto di un pignoramento anche nel Paese di destinazione. Pignoramento reso più facile nei Paesi dell’Ue (ma anche in altri come nel Regno Unito, per via di apposite convenzioni internazionali). 

Il creditore può sempre continuare ad inviare lettere di sollecito, per cui se il debitore ritornerà in Italia, si ritroverà con il debito sulle spalle. Se poi il debitore ha mantenuto la sua residenza in Italia, tutte le notifiche rimarranno in giacenza (presso il Comune o l’ufficio postale), considerandosi ugualmente effettuate ed efficaci. 

Il creditore può anche decidere, se non riesce ad avere notizie dei debitori, di abbandonare ogni tentativo di recupero lasciando che il debito si prescriva. La prescrizione è di norma di 10 anni per i debiti derivanti da contratto e di 5 anni per quelli derivanti da atto illecito.

Chiedere un finanziamento sapendo di licenziarsi

Si può chiedere un finanziamento prima di dimettersi dal lavoro, per non pagarlo e scappare all’estero, ma attenzione: tale condotta integra un reato, quello di insolvenza fraudolenta. Pertanto la finanziaria potrebbe ben querelare il debitore. La mancata restituzione di un prestito erogato in Italia determina l’automatica iscrizione (per due anni) del nominativo del debitore nella Centrale Rischi Interbancaria e alla Crif, con la conseguenza che se il debitore dovesse rientrare in Italia, non potrebbe avere un prestito né tantomeno aprire un conto corrente.

Scappare all’estero lasciando la famiglia

Per chi ha famiglia in Italia, a cui non dice di voler scappare all’estero, potrebbe essere denunciato per violazione degli obblighi di assistenza familiare e ricevere una seconda condanna penale, anche se in assenza di una sentenza divorzio. Per evitarlo, dovrebbe chiedere la separazione e il divorzio prima di andare all’estero, concordando un mantenimento una tantum, oppure, dovrebbe dimettersi prima della separazione.

In definitiva, chi scappa all’estero difficilmente può essere raggiunto dai creditori (i costi delle procedure esecutive fuori frontiera sono sempre più alti di quelli in Italia) ma non toglierebbe da sé né il debito né il rischio di una condanna penale qualora abbia fraudolentemente simulato una situazione di solvibilità per ottenere prestiti o qualora abbia lasciato in patria i propri familiari. 

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