16 Maggio 2022, lunedì
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Il mondo con il fiato sospeso per l’incontro tra Ucraina e Russia

i svolgerà stamattina nella più antica riserva naturale d’Europa, Belovezhskaya Pushcha, il secondo round di colloqui tra russi e ucraini per cercare un cessate il fuoco in Ucraina. La foresta è la stessa dove nel 1991 furono firmati gli accordi di Belovezh, il trattato, noto anche come Accordo di Minsk, che portò alla fine dell’Unione Sovietica: lo firmarono l’8 dicembre 1991 il presidente russo Boris Eltsin, quello ucraino Leonid Kravchuk e il presidente del Soviet Supremo della Bielorussia Stanislav Shushkevich in una dacia appena fuori Brest, in territorio bielorusso ma al confine con la Polonia, non lontano dal confine ucraino.

Il primo round di negoziati tra Ucraina e Russia, andato avanti per cinque ore, non ha portato ad alcun risultato, si è svolto nella regione di Gomel, sempre in Bielorussia, ma al confine con l’Ucraina. 

Dai colloqui di oggi non solo il popolo ucraino, ma tutto il mondo si aspetta uno spiraglio di speranza. Dopo una settimana dall’invasione russa, l’Ucraina resiste ma le forze – specie quelle militari – sono più ridotte. Alcuni osservatori hanno parlato nelle ultime ore di duemila morti tra i civili, ieri sera è caduta la città di Kherson, nell’Ucraina meridionale, prima grande città a passare sotto il controllo di Mosca dall’inizio della guerra.

Le forze ucraine si sono ritirate dalla città verso Mykolaiv, a nord-ovest, ha spiegato il sindaco Kolykhaev. Città di circa 300.000 abitanti vicino al Mar Nero, a nord-ovest della penisola di Crimea, Kherson è considerata strategica perché consentirebbe ai russi di controllare una parte più ampia della costa meridionale dell’Ucraina e di spingersi a ovest verso Odessa, importante città portuale.

Il sindaco ha riferito che un gruppo di circa 10 ufficiali russi armati, tra cui il comandante delle forze che attaccano la città, è entrato nell’edificio del Comune. Kolykhaev è stato informato che i russi stanno progettando di istituire una nuova amministrazione simile a quella delle due regioni separatiste orientali di Donetsk e Lugansk.

E mentre nella notte sono proseguiti i combattimenti (Kiev è stata teatro di nuovi raid aerei russi) il presidente americano è tornato a parlare. “Putin pensava che l’Occidente e la Nato non avrebbero risposto e pensava di poterci dividere”, ha detto. “Si era sbagliato. Ho passato innumerevoli ore a unire i nostri alleati europei. Abbiamo contrastato le bugie della Russia con la verità. E ora, il mondo libero lo ritiene responsabile”.ordina 

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