15 Agosto 2022, lunedì
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Allarme morti sul lavoro: una strage senza fine nelle statistiche Inail

A cura di Ionela Polinciuc

Un infortunio sul lavoro è definito nella metodologia Inail, come un evento discreto nel corso del lavoro che porta a danni fisici o mentali. Gli infortuni mortali sul lavoro sono quelli che portano alla morte della vittima entro un anno dal verificarsi dell’infortunio. Gli infortuni sul lavoro non mortali sono definiti come quelli che comportano almeno quattro giorni di calendario interi di assenza dal lavoro (talvolta sono chiamati anche “infortuni gravi sul lavoro”). Gli infortuni sul lavoro non mortali possono comportare la perdita di un numero considerevole di giornate lavorative e spesso comportano danni considerevoli per i lavoratori interessati e le loro famiglie. Hanno il potenziale per costringere le persone, ad esempio, a convivere con una disabilità permanente, a lasciare il mercato del lavoro o a cambiare lavoro.

Gli ultimi dati parziali e provvisori diffusi dall’Inail confermano che da gennaio fino al mese di agosto 2021, 772 lavoratori hanno perso la vita. Una media di 3,2 morti ogni giorno. I dati, vengono aggiornati di mese in mese, nella sezione “open data’’.

Durante i turni di servizio e nelle postazioni assegnate sono morte 620 persone (pari all’80,3%), altre 152 (19,7%) sono decedute in itinere (nei tragitti casa-lavoro e viceversa, in spostamenti tra due sedi diverse o per recarsi a pranzo e poi rientrare).

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) , più di 2,3 milioni di lavoratori muoiono ogni anno a causa di infortuni sul lavoro o malattie professionali.

Oltre ai costi sociali e umani dei problemi di salute e dei decessi, l’onere economico cumulativo causato dalla mancanza di benessere sul lavoro è enorme sia per le imprese che per l’economia globale. Ciò è particolarmente vero quando alle spese mediche dirette si aggiungono perdite di produttività.

Si stima che la mancanza di benessere nella forza lavoro costi all’economia globale tra il 10 e il 15% del PIL globale. Esiste un modo che permette di prevenire gli incidenti sul lavoro?

Gli studiosi, hanno dimostrato che ci sono alcune aree chiave per la salute, la sicurezza e il benessere creano il tipo di cultura e ambiente che salva vite umane e aumenta il benessere generale dei lavoratori, come ad esempio:

–           Creare una struttura di leadership ben organizzativa che promuova una cultura appassionata di salute, sicurezza e benessere. In poche parole, la cultura di un’organizzazione dovrebbe garantire che i suoi dipendenti tornino a casa sani e salvi, soddisfatti anche da una buona giornata di lavoro e orgogliosi di ciò che hanno realizzato. Per garantire il benessere fisico non può che esserci un approccio di tolleranza zero rispetto alle tematiche di salute e sicurezza sul lavoro.

La chiave è dare il giusto esempio: la leadership di un’organizzazione deve dimostrare che nessun singolo lavoro vale una perdita di vite umane, lesioni o malattie. Devono porre i valori chiave, come l’empatia, il rispetto e la comunicazione etica. Devono essere messi al centro dell’organizzazione, creando un ambiente di fiducia e integrità, magari attraverso un codice di condotta chiaro, efficace e imposto.

–           Stabilire un buon coinvolgimento e dialogo per la consapevolezza in materia di salute, sicurezza e benessere

È fondamentale stabilire un protocollo di coinvolgimento, con una collaborazione aperta tra datore di lavoro e lavoratori per discutere e affrontare i problemi e incanalare in modo proattivo i reclami. Chiedendo ai lavoratori di impegnarsi in comitati direttivi, squadre di azione e squadre di osservazione, non solo identificheranno e preverranno i rischi, ma genereranno una sensazione di organizzazione protettiva.

–           Benessere attraverso la stabilità e la sicurezza sociale

Il diritto alla sicurezza sociale è riconosciuto come un diritto umano riflesso nell’impegno della società nei confronti della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “Ognuno, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale e ha diritto alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e internazionale cooperazione e, secondo l’organizzazione e le risorse di ciascuno Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità”.

–           Benessere attraverso lo sviluppo professionale

C’è un rafforzamento reciproco tra lo sviluppo professionale, da un lato; e sicurezza e salute, dall’altro. In primo luogo, è importante che la sicurezza e la salute siano incluse come parte integrante dei programmi di formazione durante le carriere professionali. Allo stesso tempo, il miglioramento della sicurezza e della salute aiuterà le aziende ad attrarre talenti.

Per riuscire ad attrarre i talenti giusti è essenziale offrire flessibilità e un sufficiente equilibrio tra lavoro e vita privata.

–           Azioni specifiche per garantire il benessere mentale ed emotivo

Spesso sottovalutiamo l’importanza della salute psicologica ed emotiva sul posto di lavoro. Il benessere mentale ed emotivo è essenziale per la salute generale: una salute mentale positiva consente alle persone di realizzare il loro pieno potenziale, far fronte allo stress della vita, lavorare in modo produttivo e dare un contributo significativo alle loro comunità.

Nell’ambiente economico odierno, facilitare lo sviluppo di strategie efficaci per la salute dei datori di lavoro è un investimento intelligente.

Dietro ogni numero c’è un nome, sempre. Le statistiche sugli incidenti sul lavoro raccontano dati e percentuali, dietro ci sono storie. Famiglie, amici, città, luoghi.

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