18 Gennaio 2022, martedì
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Conto, ma quanto mi costi?

In un anno i costi per le operazioni online hanno subìto un aumento compreso tra l’ 11% e il 15%. Clienti più soddisfatti delle banche alternative.

I motivi per cui si sceglie un conto corrente, e quindi una banca a cui affidare la gestione dei propri soldi, sono molteplici. C’è chi diligentemente confronta costi e condizioni, anche con l’aiuto del nostro comparatore online, chi fa una scelta legata alla comodità (filiale sotto casa) o ai consigli di amici e familiari. Ma una scelta fatta oggi non è detto che rimanga valida anche domani. Costi,condizioni e servizi possono modificarsi nel tempo: facendo attenzione si può scoprire che esistono altri istituti che offrono prodotti migliori, più convenienti, più adatti alle nostre esigenze specifiche,che potrebbero a loro volta essere mutate nel tempo. Per questo articolo abbiamo analizzato da un lato come sono cambiati i principali costi dei conti correnti in Italia (spoiler: sono aumentati, soprattutto quelli dei conti online).Ci siamo anche occupati di verificare la soddisfazione dei clienti, con un’indagine che viene effettuata annualmente tra dicembre e gennaio su un campione di soci di Altroconsumo. I risultati che trovate in queste pagine, e per esteso sul nostro sito, sono il frutto di 32.655 risposte ricevute.

Costi fissi e variabili

I costi tipici di un conto corrente sono sostanzialmente suddivisi in quattro categorie: costi fissi, costi variabili, interessi e costi sul rosso di conto corrente e poi le tasse. Tra i costi fissi figurano il canone mensile del conto corrente e quello annuale della carta di debito e della carta di credito, se chiesta alla stessa banca. Vi sono inoltre da tener presenti le spese di gestione del conto titoli e le spese di liquidazione interessi, che le banche applicano alla chiusura dell’anno per tirare le somme tra giacenze, interessi attivi, spese e interessi passivi. Possono essere addebitate ogni mese, ogni tre mesi oppure in un’unica soluzione una volta l’anno, a scelta del cliente. Infine, ci sono le spese di comunicazione, per estratti conto e comunicazioni di trasparenza, e il canone dell’home banking. A seconda del tipo di conto, non è detto che queste voci di spesa siano tutte presenti. In molti casipossono anche essere azzerate tutte. I costi variabili sono legati alle operazioni del correntista. Ci sono le commissioni per i bonifici, quelle applicate ai prelievi agli sportelli di altre banche e quelle per i pagamenti Cbill oppure pagoPA. In genere, quindi; più operazioni si fanno più questi costi salgono. 

Il rosso tra fido e scoperto.

Cosa succede se  usi più soldi di quelli che hai sul conto? Dipende da che accordi hai fatto con la banca. Se hai un fido, cioè ti è stata messa a disposizione una linea di credito per sforare rispetto a quanto hai in giacenza sul conto, dovrai pagare una commissione sull’importo affidato pari al massimo del 2% annuo. Attenzione: questa percentuale si calcola sull’importo stabilito del fido e si paga anche se non lo si utilizza. Per un fido di 1000 euro la commissione ammonta al massimo a 20 euro l’anno. Vi sono poi degli interessi sull’utilizzo del fido che si pagano solo per la parte utilizzata e per i giorni di utilizzo. Se non hai un fido, o se spendi cifre superiori al fido, il tuo rosso si chiama scoperto e gli interessi, legati alla sua durata e al suo ammontare ,sono di solito più salati. Vi è inoltre una commissione  di istruttoria veloce, che in genere è pari a 50 euro per ogni scoperto, ma scatta solo se in un trimestre si va in rosso per più di 500 euro per più di 7 giorni consecutivi. L’ultima voce di costo variabile del conto è costituita dalle tasse. Prima di tutto c’è l’imposta di bollo di 34,20 euro l’anno, ma solo sui conti con giacenza media superiore a 5.000 euro. E poi lo  Stato applica anche una ritenuta del 26% sugli interessi eventualmente maturati sulla giacenza.

Aumenti soprattutto online

Ora che sappiamo che cosa guardare per capire quanto costa un conto corrente è il momento di verificare come sono cambiati i costi rispetto allo scorso anno. Abbiamo analizzato i foglietti FID ( fee information document) di 20 banche italiane, confrontando gli indicatori di costo complessivo (ICC) per tre profili di correntista tra i 6 individuati dalla Banca d’Italia. Una volta paragonati gli ICC  del 2021 con quelli degli stessi prodotti nel 2020, abbiamo riscontrato un aumento generalizzato dei costi. Abbiamo considerato tre profili. 1) Giovani: 164 operazione all’anno, nessun deposito titoli, mutuo o altri finanziamenti, una carta di debito  e una carta prepagata, uso soprattutto dell’online.2) Famiglie con operatività media:  228 operazioni all’anno, mutuo, carta di credito e di debito, accredito dello stipendio e domiciliazione delle utenze.3) Pensionati con operatività media: 189 operazioni all’anno, deposito titoli ma niente mutuo o finanziamenti, accredito della pensione.

Abbiamo suddiviso i costi dei conti correnti con operazioni allo sportello oppure online, e notato che hanno avuto andamenti diversi. Solo nei conti con operazioni di sportello per i giovani si nota una leggere flessione dei costi (-1%), mentre per tutti gli altri profili si registrano solo aumenti. Quelli più consistenti riguardano i costi medi dei conti con operazioni online, che rispetto allo scorso anno fanno registrare rialzi fino al 15 %. 

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