20 Settembre 2021, lunedì
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ll lavoratore può rifiutare il licenziamento?

Dal punto di vista sostanziale, il lavoratore non può rifiutare il licenziamento posto che si tratta di un atto unilaterale che il datore di lavoro adotta senza il necessario consenso del dipendente. Il dipendente può, semmai, opporsi al recesso datoriale se lo considera illegittimo e, per fare questo, deve impugnare il licenziamento dapprima in via stragiudiziale (entro 60 giorni dalla comunicazione del recesso) e, successivamente, innanzi al giudice del lavoro (entro 180 giorni dalla data di invio dell’impugnazione stragiudiziale). Si aprirà dunque un procedimento giudiziario avente ad oggetto la legittimità del licenziamento e, in caso di declaratoria di illegittimità del recesso datoriale, il dipendente potrà avere accesso alle tutele previste dall’ordinamento che vanno dalla reintegrazione nel posto di lavoro al pagamento di un’indennità risarcitoria, in base ai seguenti criteri:

  • data di assunzione;
  • numero di dipendenti dell’azienda;
  • profilo che ha reso illegittimo il licenziamento.

Ciò che, invece, il lavoratore può fare è rifiutare di ricevere la lettera di licenziamento che gli viene consegnata brevi manu dall’azienda anche se, secondo parte della giurisprudenza, è legittimo e produttivo di effetti il licenziamento anche se il lavoratore si è rifiutato di ricevere la relativa lettera.

In particolare, secondo una sentenza della Cassazione di qualche tempo fa , in base alle norme sulla mora credendi, sulla presunzione di conoscenza e sulla consegna degli atti nelle mani del destinatario), il rifiuto di una prestazione da parte del destinatario non può risolversi a danno dell’obbligato, inficiandone l’adempimento. Tale principio, secondo gli Ermellini, nel rapporto di lavoro, si esprime nell’obbligo del lavoratore di ricevere comunicazioni, anche formali, sul posto di lavoro e durante l’orario di lavoro, in dipendenza del potere direttivo e disciplinare al quale è sottoposto.

Secondo tale filone giurisprudenziale, dunque, il rifiuto di ricevere la lettera di licenziamentoda parte del lavoratore consente di affermare l’avvenuta comunicazione del provvedimento del datore di lavoro e la piena conoscenza dell’atto, nella sua integralità, da parte del dipendente, ivi compresa la sua motivazione.

Alla luce di tale orientamento, dunque, rifiutare di ricevere la lettera di licenziamento crea, sicuramente, qualche grattacapo al datore di lavoro ma non priva il licenziamento della sua piena efficacia.

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