14 Maggio 2021, venerdì
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Inter campione d’Italia. Milano impazzisce

L’Inter è campione d’Italia. Con il pareggio tra Sassuolo e Atalanta, i nerazzurri hanno già vinto matematicamente lo scudetto. Il vantaggio dei nerazzurri di Antonio Conte è ora di 13 punti, incolmabili nelle ultime quattro giornate di campionato. Per l’Inter si tratta dello scudetto numero 19.

L’Inter torna a vincere lo scudetto a 11 anni di distanza dall’ultimo successo ottenuto nel 2010 (anno dello storico Triplete).

Siamo noi, sì, siamo noi. Campioni d’Italia. Lo possiamo finalmente urlare, dopo che lo abbiamo sognato, dopo che lo abbiamo tenuto nascosto in fondo al nostro cuore, custodendolo come un sogno prezioso che non volevamo si sciupasse. Lo indossiamo, questo Scudetto. Bello, perentorio, meritato. Agognato e sospirato. Siamo noi, siamo Campioni d’Italia. Non ci stanchiamo di gridarlo, di ripetercelo. Siamo noi”. Così l’Inter sui social e sul proprio sito esulta per la conquista dello scudetto. “Una squadra per conto di un intero popolo, quello nerazzurro. Una squadra che ha vinto, che ha dominato. Con un unico grande rammarico: quello di non aver potuto condividere le gioie sul campo con i tifosi nerazzurri. Cosa sarebbe stato San Siro il giorno di Inter-Juventus? Quale boato avrebbe riempito l’abbraccio della squadra dopo i gol di Matteo Darmian contro Cagliari e Hellas Verona?”, prosegue il club nerazzurro. 

Quella di Lukaku e compagni non è stata da subito una cavalcata trionfale, nonostante le principali antagoniste, Juventus e Napoli, non abbiamo particolarmente brillato in questa stagione. I nerazzurri pur partendo favoriti ad inizio campionato, hanno avuto non pochi problemi, complice anche un sorprendente Milan, antagonista inaspettato. L’inizio non è dei migliori per la squadra allenata da Conte: 6 gol subiti nelle prime due partite contro Benevento, Fiorentina e Lazio, anomalo per quella che l’anno precedente era la miglior difesa del campionato, con una media inferiore ad un gol subito a partita. 
Un’alternanza di risultati e una sempre più evidente incertezza difensiva che culmina nella sconfitta nel derby contro il Milan per 1 a 2 (doppietta di Ibrahimovic e gol di Lukaku, 17 ottobre 2020) e dove si concretizza il rovescio della medaglia dell’asse Perisic-Kolarov, arma in più in avanti e tallone d’Achille in fase difensiva.

Il cammino europeo dell’Inter non è certamente più soddisfacente: le prime tre partite del girone contro Borussia M’Gladbach, Shakhtar Donetsk e Real Madrid portano solo 2 punti con 4 gol fatti e 5 subiti. L’esito è chiaro e alla squadra di Conte non basterà la vittoria in casa dei tedeschi e il pareggio casalingo contro lo Shakhtar per evitare l’eliminazione dalla Champions senza neanche prendere parte alla fase finale (9 dicembre 2020).

Nonostante le mille difficoltà l’Inter è sempre lì alle spalle di un Milanche sembra vivere una stagione di grazia e, anche senza Ibra bloccato dal Covid, mantiene una sorprendente continuità di risultati. Serve una svolta, come in tutte le storie, la partita che cambia la stagione: la data è il 17 gennaio 2020, la partita è Inter-Juve, il “derby d’Italia”. 

L’inter si impone 2 a 0 con gol dell’ex di turno Arturo Vidal e il sigillo di Nicolò Barella: una Juventus mai vista così impotente in una partita che ridefinisce le prospettive per entrambe le formazioni. Lo 0 a 0 di Udine della settimana successiva e l’eliminazione in Coppa Italia per mano della Juve non fermano l’Inter che da quel momento in poi non conosce la parola sconfitta: 12 vittorie consecutive(rivincita nel derby di ritorno per 2 a 1) prima del doppio pareggio contro Napoli e Spezia e del successo contro il Verona, ritrovando solidità in difesa e trascinata dal bomber Romelu Lukaku (21 gol con 5 rigori tirati). Il contemporaneo crollo del Milan, il risveglio tardivo del Napolie la discontinuità delle altre inseguitrici (Juve, Napoli, Atalanta, Roma e Lazio) hanno fatto il resto, consegnando la vittoria ai nerazzurri. 

Ieri l’apoteosi: l’Atalanta passata in vantaggio con Gosens al 32° si è fatta raggiungere da Berardi su rigore al 52°. I bergamaschi hanno fallito un penalty con Muriel ipnotizzato da Consigli al 77° (nell’occasione espulso Marlon). E l’Inter ha potuto vincere, finalmente, il suo tricolore.

LA FESTA SENZA MASCHERA

La società nerazzurra l’aveva detto subito dopo la fine di Sassuolo-Atalanta che ha dato matematicamente il 19° scudetto all’Inter: «Ora è il momento della festa: di tutti gli interisti. Una gioia che si sprigiona genuina ma che invitiamo a esprimere nella maniera più responsabile possibile: siamo campioni anche in questo!”. Un invito alla responsabilità che i tifosi nerazzurri hanno in gran parte ignorato. Le centinaia di supporter che si sono riversate in piazza Duomo, infatti, si sono accalcate con bandiere, fumogeni, sciarpe ma pochissime mascherine. Un assembramento molto preoccupante che potrebbe favorire la diffusione del Covid-19. Tra cori e fumogeni, un centinaio di tifosi nerazzurri è salito sul monumento di Vittorio Emanuele II, al centro della piazza, stendendo una bandiera tricolore su uno dei due leoni alla base del monumento.

Intanto era festa anche per dirigenti e dipendenti dell’Inter. Alcuni, tra i quali il presidente Steven Zhang, l’ad Alessandro Antonello e il ds Piero Ausilio, si sono affacciati dal tetto della sede di Viale Liberazione per festeggiare con le sciarpe, mentre sulla strada sottostante proseguono incessanti i caroselli dei tifosi in auto. Arrivato in sede, sventolando una maglia nerazzurra dal finestrino della macchina, anche l’ad Beppe Marotta.

E lo scudetto viene celebrato anche dai tifosi celebri nerazzurri sui social: «Si va in piazza Duomo viva l’Inter – scrive Gad Lerner – scudetto!», con tanto di foto con mascherina e bandiera che celebra il titolo numero 19. Anche Mentana sorride di gioia indossando orgoglioso una maglia con il logo dell’Inter: «Nei secoli fedele». 

PIERLUIGI CANDOTTI 

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