4 Marzo 2021, giovedì
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Coronavirus, allarme nelle carceri italiane. Contagi fuori controllo

«Con il virus che sembra dilagare, chiediamo alla comunità scientifica e a chi di competenza di calcolare l’indice di contagio (Rt) in carcere. E si impongono ulteriori urgenti misure da parte del Governo, che muovano su tre principali linee: deflazionamento sensibile della densità detentiva; rafforzamento e supporto efficace della Polizia penitenziaria; potenziamento incisivo dei servizi sanitari nelle carceri». Queste le richieste della Uilpa Polizia penitenziaria, illistrate dal segretario generale Gennarino De Fazio, legate al balzo in avanti dei contagi da nuovo coronavirus nelle carceri del Paese. E anche se il contagio rallenta, non si ferma.

Dai dati ufficiali del ministero della Giustizia aggiornati fra i 53.723 detenuti, 809 hanno contratto il Covid-19, di cui 14 fra i nuovi giunti. La maggior parte – 766 – sono asintomatici, 27 sono sintomatici gestiti all’interno degli istituti di detenzione, 16 sono ricoverati in ospedale. E fra il personale – 37.153 operatori nella polizia penitenziaria e 4.090 del personale amministrativo e dirigenziale dell’amministrazione penitenziaria – ci sono 1.042 positivi, di cui 10 ricoverati in ospedale. Dunque numeri più alti si registrano fra gli operatori, ma De Fazio ricorda che «bisognerebbe capire se i detenuti hanno la stessa possibilità di accesso ai tamponi degli operatori».

Il decreto Ristori oltre ad aiuti, bonus e indennizzi in favore delle attività più colpite dalle chiusure imposte dai dpcm per affrontare i contagi da pandemia, contiene anche alcune disposizioni sul fronte delle carceri. Per esempio la previsione che al condannato ammesso al regime di semilibertà possano essere concesse licenze premio straordinarie con durata superiore a 45 giorni all’anno. Restano ferme la revoca e la sospensione della misura in caso di trasgressione degli obblighi. In ogni caso, la durata delle licenze premio non può estendersi oltre il 31 dicembre 2020. Fra le novità possono essere concessi permessi premio di durata superiore a quindici giorni che, cumulati complessivamente, possono essere anche superiori a quarantacinque giorni per ciascun anno di espiazione. Ai minori possono essere concessi permessi premio oltre i 30 giorni che possono essere complessivamente superiori a 100 giorni nell’arco di ciascun anno di espiazione (si applica fino al 31 dicembre 2020). La disposizione non si applica ai condannati per i cosiddetti reati ostativi, per maltrattamenti contro familiari o conviventi, per atti persecutori o “stalking”, per delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico e per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

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