6 Maggio 2021, giovedì
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La neo Ministra Cartabia e la giustizia sofferta

A cura dell’Avv. Sabina Vuolo

“… … Anche la democrazia diretta ha bisogno della democrazia rappresentativa e dei Leader. Le nuove forme sul web si combinano con un forte dirigismo dall’alto… …”

“… … La Costituzione non contempla un diritto speciale per i tempi eccezionali, ma offre la bussola per navigare nei tempi di crisi… …”

In queste parole è racchiuso l’abito prfetto da donna delle istituzioni, qual è la Prof. Marta Cartabia neo Ministra della Giustizia.

A sostituire l’ex ministro Bonafede è la prima donna che ha presieduto la consulta, Marta Cartabia ha 57 anni è cresciuta tra Milano e Varese conosciuta più all’estero che in patria è uno dei pochi profili italiani presenti nel dibattito giuridico internazionale.

Riservata e attenta al rapporto con la stampa, professoressa ordinaria di diritto costituzionale all’università Bicocca di Milano. Allieva di un ex presidente della corte costiruzionale Valerio Onida, formatasi negli Stati Uniti allieva di  Joseph Weiler giurista ebreo in forza New York University.

La Ministra Cartabia si è occupata molto di diritto costituzionale europeo  e internazionale, ma anche della protezione dei diritti fondamentali e del rapporto lo stato e le confessioni religiose

Cattolica di comunione e liberazione ha il pregio di non nascondersi dietro le parole, fu nominata dal Presidente Mattarella terza giudice donna nella storia della consulta cosi come sara la terza ministra  della giustizia della Repubblica.

Ella è la relatrice di una sentanza che ha permesso alle madri di figli gravemente disabili la possibilità di scontare la pena ai domiciliari a prescindere dall’età del figlio e della durata della pena. Negli anni ha dimostrato grande attenzione al tema dell’esecuzione penale, sensibile ai diritti delle persone private della libertà  e alla loro dignità.

La nuova inquilina di via Arenula potrebbe dare una spinta alla riforma dell’ordinamento penitenziario, la sua idea di legge è lontana anni luce da quella del predecessore tenendo alla funzione rieducativa della pena

Neanche il tempo di giurare e settimana prossima le toccherà la prima grana con gli emendamenti sulla prescrizione al decreto mille proroghe, è evidente che la rivoluzione si appresta ad arrivare al ministero di via Arenula sarà fatta di sfide, dalla riforma del CSM a quella del processo civile, fino a tutte le questioni aperte sul sistema penitenziario.

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