9 Marzo 2021, martedì
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Ennesima conferma del valore legale del titolo dell’Università Popolare degli studi di Milano

“Una collezione di vittorie giuridiche a conferma del valore legale del titolo” esordisce il Rettore dell’Università Popolare degli studi di Milano Prof. Avv. Giovanni Neri “…, a conferma della legittimazione piena dell’esercizio delle funzioni universitarie, dell’erogazione dei titoli di laurea Internazionali  pienamente validi a seguito del successo ottenuto in sede giudiziale amministrativa ed all’insegna della libertà culturale e didattica dell’ateneo internazionale da me rappresentato”.

“Siamo certi che Tina (Il nostro precedente Rettore Giudice Augusta Lagostena Bassi detta Tina) ne sarebbe fiera e siamo certi che dall’alto ora ci guarda rivedendo se stessa nelle tante rivoluzioni e cause umanitarie da lei ottenute”. 

Una rivoluzione culturale con origini e presupposti storici datate 1901 portate avanti già da tante altre eccellenze come Gabriele D’annunzio, Benedetto Croce per la libertà di cultura e la lotta alla discriminazione razziale laddove spesso si pensa che ci sia una cultura di serie A o di serie B. “La conoscenza, la verità è una e una sola ed è fuorviante porre ‘cartine geopolitiche’ all’interno del sapere e delle ricerche”, ribadendo che la cultura non può e non potrà mai avere dogane, limiti o confini” prosegue il Rettore, Prof. Avv. Giovanni Neri.

Ma che cosa è accaduto? Di quali vittorie parliamo? Chiediamo al Rettore…

“L’università Popolare degli studi di Milano dopo 3 anni di istruttoria per la richiesta di legittimazione quale università internazionale associata a diverse altre università internazionali e specificamente a 3 atenei del West Africa e diverse collaborazioni universitarie nel mondo, ottiene una autorizzazione da parte del MIUR “provvedimento amministrativo Ministeriale 313/11” a firma del sottosegretario pro-tempore con tutti i poteri di delega di competenza e approfondimenti tecnici autorizzatori del Gabinetto Tecnico, con la quale consegue la facoltà-virtù-capacità giuridica, d’esercizio delle funzioni di università internazionale.

Immediatamente dopo la concessione ottenuta ormai più di un decennio fa, il Rettore pro-tempore comprese che non sarebbe stato un percorso facile per L’università popolare degli studi di Milano nel proseguire con la propria ideologia di base.

Le battaglie cominciarono ben presto tra il MIUR (che diffidava l’università dall’esercizio delle funzioni universitarie dallo stesso concesse!!!) e si concludeva in favore della Popolare di Milano, sancendo una ulteriore conferma del provvedimento autorizzatorio MIUR 313/11, con ordinanza del Consiglio di Stato che ne riaffermava la “persistente efficacia (prima vittoria)”

Vengono sensibilizzate eminenze scientifiche e culturali tra cui Antonio Baldassarre Presidente Emerito della Corte Costituzionale che darà parere favorevole alla legittimazione dell’esercizio delle funzioni universitarie concesse e perfino l’Avvocatura di Stato. Di contro L’università Popolare degli Studi di Milano a suo sfavore incassa però una sanzione dall’autorità del garante per non aver espresso largamente la sua identità internazionale (che avrebbe dovuto essere meglio evidenziata nei suoi siti web). Ottemperata la sanzione, L’università popolare degli studi di Milano si adegua e prosegue nella sua attività.

Per maggior chiarezza e trasparenza l’università rappresentata oggi dal Prof. Avv. Giovanni Neri introduce alla Camera dei Deputati un’interrogazione parlamentare per avere maggiore chiarezza sulle discriminazioni subite e la posizione legale del provvedimento autorizzatorio. L’interrogazione si conclude però con nulla di fatto: nessuna risposta arriva infatti da parte del Ministro e del Gabinetto. Una battaglia “in carte da bollo” dunque tra Università Internazionale e Ministeri proprio come quella di cui all’ultima sentenza resa in questa diatriba, ancora una volta in favore dell’Università Popolare degli Studi di Milano afferente al pieno valore legale del titolo.

Ma ripercorriamo i fatti di quest’ultime pronunce: 

nel 2018 un laureato milanese dell’università entra con i requisiti di una laurea triennale dell’Università Popolare degli studi di Milano di tipologia corrispondente alla L07 in Ingegneria Civile Ambientale e Territoriale per l’esame di stato presso l’Albo Agrotecnici e Agrotecnici Laureati. Al primo tentativo d’esame non conclude positivamente la prova di Stato e viene respinto. Si ripresenta dunque per una seconda volta nella fine del 2019 superando pienamente l’esame. Felice del successo non riceverà il tesserino e l’abilitazione ma bensì una comunicazione che esprime che il suo titolo non ha il pieno valore legale. Con grande stupore della revoca iscrizione decide con l’università di impugnare la stessa ad un ricorso TAR Lazio. Oggetto della controversia introdotto con ricorso TAR LAZIO: VALIDITÀ DELLA LAUREA IN CLASSE L7 CONSEGUITA PRESSO L’UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO”; Il TAR Lazio, affrontata la vicenda concede immediatamente la sospensiva dell’impugnato provvedimento, concedendo  la sospensiva e dunque la provvisoria di validità titolo (TAR Lazio 12/06/2020 N. 03746/2020 Sezione Terza Quater a Firma dei Giudici Massimo Santini ESTENSORE e Riccardo Savoia PRESIDENTE) rinviando il merito a gennaio 2021. (dove viene ottenuta in via definitiva la seconda vittoria).

“Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico” asserisce sul punto il Rettore dell’Università, Prof. Avv. Giovanni Neri.

Eppure vengono riproposte nuovamente innanzi al giudice amministrativo le motivazioni  già addotte, superate e definite con un appello cautelare innanzi al Consiglio di Stato, giurisdizione superiore e organo vertice dell’appartato amministrativo, equivalente per l’interesse pubblico alla Suprema Corte di Cassazione, riconfermando le ragioni della validità del titolo in favore dell’università popolare degli studi di Milano e riconfermando la validità della concessione giuridica d’esercizio delle funzioni universitarie, esprimendo chiaramente nell’ordinanza “il pieno contrasto con la autorizzazione dell’Università nota 313/11” (ordinanza n. 5326 del 2020 – pubblicato il 31 luglio 2020 (Sezione Terza) a firma dei giudici Paola Alba Aurora Puliatti ESTENSORE e dello stimato Magistrato  Franco Frattini PRESIDENTE. (terza vittoria).

A concludere la vicenda il TAR Lazio in data 13/01/2021 con Sentenza N. 03746/2020 Sezione Terza Quater a Firma dei Giudici Massimo Santini ESTENSORE e Riccardo Savoia PRESIDENTE (Dettaglio fascicolo NRG 202003746 Sezione   3Q Data deposito 25/05/2020 Tipo ricorso ORDINARIO)

Con OGGETTO: VALIDITÀ DELLA LAUREA IN CLASSE L7 CONSEGUITA PRESSO L’UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO” sentenziano l’inserimento dello studente, ordinando consequenzialmente a tutte le procedure ordinarie di iscrizione.  (quarta vittoria).

Il Rettore Prof. Avv. Giovanni Neri a seguito delle tre pronunce amministrative sul pieno valore legale del titolo internazionale erogato dall’Università Popolare degli Studi di Milano e valevole per l’accesso all’esame di Stato e dei due giudizi cautelari vinti ed il merito in linea con le precedenti pronunce, afferma con decisione: “Tutte le pronunce rese nei vari giudizi riguardanti il valore legale del titolo e dunque la legittimazione all’esercizio dell’ateneo da me rappresentato sono perfettamente allineate e confermano la prefata legittimazione all’esercizio delle funzioni universitarie. La giustizia amministrativa ha finalmente recepito la difformità e l’evidente contrasto generato tra gli atti autorizzatori resi in favore dell’Università popolare degli studi di Milano da parte del MIUR e le attività detrattive che, a contrario, vengono poste in essere dallo stesso soggetto che l’ha legittimata, danneggiando l’ateneo e i nostri studenti. Certo dello status giuridico del nostro ateneo, invito i ricorrenti a ricorrere nuovamente al Consiglio di Stato che, sono assolutamente convinto, non potrà che ribadire quanto sino ad ora ottenuto e riconfermato in favore dell’Università Popolare degli Studi di Milano”

Per leggere integralmente le sentenze vai su https://www.giustizia-amministrativa.it/ricorsi-tar-roma digita nella prima finestra l’anno e poi RG. Tutti i riferimenti sono presenti nel presente articolo.

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