14 Giugno 2021, lunedì
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Governo, avanti con i lavori ma l’inchiesta che coinvolge Cesa rallenta la partenza

Prosegue il lavoro nel tentativo di allargare la maggioranza di governo del premier Giuseppe Conte dopo la fiducia «larga» incassata alla Camera e più risicata al Senato. Il presidente del Consiglio ha incontrato mercoledì il Capo dello Stato Mattarella al Quirinale. E così, ieri, hanno fatto anche i leader del centrodestra. «Abbiamo trovato il Presidente della Repubblica molto consapevole dei rischi», ha commentato il leader leghista Matteo Salvini. Le trattative intanto sono state rallentate dall’inchiesta che vede coinvolto il leader dell’Udc Cesa.

L’INCHIESTA-Giovedì 21 gennaio, 48 persone sono state arrestate a seguito di un’indagine della procura antimafia di Catanzaro: 13 si trovano in carcere e per altre 35 sono stati disposti gli arresti domiciliari. L’accusa è, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, traffico illecito di influenze e altri reati ancora. Nell’inchiesta risulta indagato per associazione a delinquere aggravata per avere agevolato la mafia anche Lorenzo Cesa, il segretario nazionale dell’UDC (Unione di Centro) che, ieri, si è dimesso dall’incarico. Da giorni l’UDC viene nominato come uno dei possibili partiti che potrebbe dare solidità alla maggioranza di Giuseppe Conte, ma l’inchiesta sta complicando le cose.

CRISI DA NON SOTTOVALUTARE“-Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi a proposito della sommossa guidata da Renzi afferma: “Renzi si è ritirato dal governo che lui stesso si era vantato di aver fatto nascere un anno fa. Ha aperto una crisi politica ma fin qui non ha potuto o voluto andare fino in fondo. Se al Senato Italia viva avesse votato no alla fiducia, il governo Conte non esisterebbe più. Credo che questa crisi sia davvero pericolosa e vada risolta molto in fretta o con un governo di segno diverso oppure con le elezioni, secondo ciò che il Presidente della Repubblica riterrà più opportuno”, dice ancora l’ex premier. «Renzi, che dice spesso cose giuste, ha ancora l’occasione, fin da prossimi passaggi parlamentari, di trarne le conseguenze».

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