5 Marzo 2021, venerdì
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Vaccino Covid19, la riduzione delle dosi Pfizer e somministrazione di Moderna: come si procede in Italia

A partire da lunedi 18 gennaio come annunciato da Pfizer, le consegne ai Paesi dell’Ue delle dosi di vaccino anti-Covid, prodotto e sviluppato in collaborazione con BioNTech, subiranno dei rallentamenti, a causa di “alcune modifiche ai processi di produzione” riguardanti lo stabilimento di Puurs, in Belgio. “I ritardi riguardano anche il nostro Paese. Precisamente all’Italia verrà detratto il 29% di fiale di vaccino rispetto alla pianificazione iniziale”: queste le dichiarazioni di Domenico Arcuri a cui è affidata la struttura Commissariale italiana per l’emergenza Covid. Quali conseguenze per l’Italia? La conseguenza sarà che alcune Regioni, tra cui ad esempio Abruzzo e Umbria, non subiranno perdite. Ma altre saranno in difficoltà, come il Friuli-Venezia Giulia dove le dosi di vaccino saranno dimezzate, oppure Lombardia ed Emilia-Romagna, dove ne arriveranno 25 mila in meno. La Pfizer comunque tende a rassicurare tutti: la distribuzione tornerà alla normalità entro il 25 gennaio. All’Italia, infatti, arrivano 397.800 dosi (calcolandone 6 per ogni fiala, anziché 5), 164.970 in meno di quelle pattuite (-29%). La situazione, invece, preoccupa maggiormente i governatori delle Regioni con i tagli più significativi. Ad esempio il Friuli Venezia Giulia riceverà il -53,8% suscitando sdegno da parte, secondo il suo presidente, Massimiliano Fedriga. In pratica, fino al prossimo rifornimento, l’Italia avrà a disposizione circa 700mila dosi. Le fiale in arrivo oggi, salvo imprevisti, dovrebbero permettere comunque di non dover cambiare vaccino per il richiamo ricorrendo a Moderna, l’altro tipo di profilassi ora disponibile. Una soluzione “davvero sconsigliabile” per Arcuri, secondo cui “è bene” anche rispettare “l’intervallo di tre settimane fra prima e seconda dose”.

MODERNA PARTE DALLA TOSCANA-Oggi in Toscana è iniziata la somministrazione del vaccino contro il coronavirus sviluppato dall’azienda statunitense Moderna, il cui utilizzo era stato autorizzato dall’Agenzia italiana per il farmaco lo scorso 7 gennaio. Non è chiaro come mai le somministrazioni di questo vaccino siano iniziate proprio in Toscana: presumibilmente perché è considerata una delle regioni più virtuose, dove le vaccinazioni stanno procedendo a ritmo sostenuto. I primi a essere vaccinati col vaccino di Moderna saranno gli operatori dei servizi di emergenza-urgenza e i volontari impegnati nei trasporti sanitari, mentre le dosi disponibili del vaccino di Pfizer-BioNTech continueranno a essere utilizzate per vaccinare il personale ospedaliero, i medici di famiglia e gli ospiti delle residenze per anziani.

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