24 Novembre 2020, martedì
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Campania confinata in zona gialla: “Dati incerti e fuorvianti”

Campania resta gialla: decisione incomprensibile se le terapie intesive degli ospedali sono in affanno, così come l’intera area sanitaria. Cosa sta succedendo? Perché il Governo insiste a confinare questa regione nella zona gialla?

Per la Campania le preoccupazioni riguardano per lo più le province di Napoli e Caserta, dove si stanno registrando i numeri più alti di nuovi contagi e di ricoveri in ospedale. Negli ultimi giorni gli ospedali di Napoli sono sembrati particolarmente sotto pressione. Sabato scorso, per esempio, i medici dell’ospedale Cotugno erano stati costretti a intervenire direttamente a bordo delle ambulanze e delle auto private per soccorrere i pazienti malati di Covid-19, a causa della fila di mezzi che si era creata di fronte all’ingresso.

Giuseppe Galano, responsabile dei 118 e coordinatore della rete regionale del soccorso d’emergenza, aveva parlato di «crisi totale nel ricevere i pazienti Covid» e aveva detto che le ambulanze avevano iniziato a portare i pazienti malati di Covid-19 anche in ospedali più piccoli, come il Pellegrini e il San Paolo, strutture che però «vanno in difficoltà perché hanno pochi posti riservati ai sospetti Covid e si ingolfano velocemente».

De Luca osserva e questa volta rinuncia a dirette social: se la Campania deve diventare rossa, che l’ordine arrivi da Palazzo Chigi. A questo punto si scatena una sconcertante sarabanda di dati. Fino al 19 ottobre, i posti disponibili in terapia intensiva risultano essere 113; poi, da un giorno all’altro, diventano 227 e, da venerdì scorso, addirittura 590. La Campania viene designata «gialla», ma partono gli ispettori del ministero della Salute ed anche i sopralluoghi dei carabinieri del Nas: c’è da fare chiarezza. Subito.

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