26 Novembre 2020, giovedì
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La 356 speedster: l’auto d’epoca più richiesta di tutte

il fascino speedster 

A cura di Patrizia Santella 

Ci sono automobili che passano altre che restano impresse nella memoria degli appassionati per sempre. La Porsche 356 speedster appartiene sicuramente a questa seconda categoria. Gli ingredienti che ne fecero e ne fanno tutt’ora un grande successo – difatti la 356 speedster è la Porsche d’epoca più richiesta di tutte – sono molteplici. In primis l’appartenenza alla serie 356, la prima produzione di seria, e la più fortunata insieme alla 911, a marchio Porsche. Poi il genio di Max Hoffman, importatore Porsche in suolo statunitense, che capì che il mercato americano chiedeva un’auto che non avesse solo stile ma anche velocità. Infine James Dean, Paul Newman e Tom Cruise che con i loro film accrebbero il fascino di un’auto senza tempo.

La storia della 356 speedster affonda le sue radici ben prima del 1954, anno in cui viene alla luce dalle officine di Zuffenhausen. Era il 1948 e lo stabilimento Porsche non era ancora in terra teutonica, ma bensì a Gmund in Carinzia. In quell’anno Ferdinand Porsche, reduce dalla guerra e da mesi di prigionia, decise di dare ufficialmente forma a quell’idea nata nel 1931. Il risultato fu la 356, una delle più fortunate, senonché la prima, produzione di serie del marchio di Stoccarda. Si trattava di una piccola vettura con pianale in acciaio, motore boxer raffreddato ad aria, montato posteriormente a sbalzo, 4 freni a tamburo. Molti elementi erano presi a spunto da un altro mito di quei tempi: il maggiolino Volkswagen.

Ad ogni modo tra il 1948 e il 1966 sull’impianto della 356 furono introdotte molte varianti, sia in versione coupe e cabriolet, sia in termini di motorizzazione e allestimento (dando vita anche a esemplari pensati per le corse), che si possono riconoscere anche a seconda dell’epoca di produzione. Con la sigla “Pre-A” si indicano le Porsche prodotte nel ‘55, con A invece quelle appartenenti al periodo ‘55-‘60, mentre B e C stanno rispettivamente per i periodi ’59-’63 e ’63-’66. Complessivamente sono state prodotte circa 78.000 vetture. Circa 4000 di queste portano l’appellativo speedster.

Dietro ogni grande macchina, c’è un grande uomo si potrebbe dire rigirando un’altra profonda verità. Nel caso della Porsche il nome che inscindibilmente è legato alla 356 speedster è quello di Maximilian Edwin Hoffman, importatore d’auto europee in terra statunitense. Hoffman, ebreo trasferitosi in America nel 1941 per sfuggire alla minaccia nazista, continuò dopo il conflitto l’attività che già aveva intrapreso in Austria, permettendo a marchi come Alfa Romeo, Austin-Halley, BMW, Fiat, Mercedes e Porsche di fare fortuna anche oltreoceano. A lui si deve il debutto sul mercato di auto iconiche come la Mercedes 300 SL, l’Alfa Romeo Giulietta Spyder, la BMW 507 e non per ultima proprio la Porsche 356 speedster.

Hoffman intuendo che agli yankee, soprattutto con vista Pacifico, sarebbe piaciuta una variante cabrio ma con prestazioni migliori rispetto alla 356 America roadster convinse della bontà della sua idea Ferry Porsche, figlio di Ferdinand che aveva preso le redini dell’azienda dopo la morte del padre. Il motivo era anche il prezzo a cui la 356 America, ufficialmente la prima speedster a targa Porsche, era stata presentata: 4600 dollari. Troppo per il mercato americano, abituato a non superare la soglia psicologica dei 3000 dollari.

Partendo dalla 356 i tecnici svilupparono un’auto che fosse più essenziale, leggera e prestante. Il risultato fu una roadster, vettura scoperta a due posti, spogliata di tutti i dettagli superflui. Il parabrezza era più basso della versione base, la linea più affusolata, con strisce cromate lunga la fiancata, e i colori disponibili erano solo tre: bianco, rosso o blu pastello. Per rimarcare la provenienza europea, lo stesso Hoffman propose su alcune vetture di aggiungere la dicitura Continental, appellativo che però durò poco in quanto di uso della Ford.

Termine, coniato dall’importatore austriaco, che invece rimase nel tempo e che diede i natali ad altri successivi iconici modelli fu speedster, per tale intendendosi una roadster con prestazioni (quasi) da corsa. Proprio il guadagno in aerodinamicità, insieme alle nuove motorizzazioni, infatti determinò il successo dell’auto, sia in termini di velocità e accelerazione sia in termini di gradimento del pubblico. Ai motori 1300 si affiancarono infatti nell’autunno del ’55 i motori 1600 (1582 cc, 60 CV/ 44 kW), 1600 S (1582 cc, 75 CV/55 kW) e 1500 GS (1498, 100 CV/74 kW), quest’ultimo dottato del bialbero Carrera.

Ad accrescere il sex-appeal della Porsche 356 speedster ci pensarono star hollywodiane dal calibro di James Dean, Paul Newman e Tom Cruise. Se questi ultimi due resero ancor più celebre la versione speedster rispettivamente con i film  Detective’s Storye l’indimenticabile Top Gun, Dean guidava la speedster fuori dagli schermi. L’attore californiano se ne innamorò a tal punto da usarla quotidianamente anche per uso sportivo. E se è vero che l’amore uccide questo è proprio il caso di Dean, che a bordo della sua Porsche 550, derivazione proprio della speedster, ma ancora più veloce, perse la vita nel 1955.

A certificare l’interesse che permane anche oggi dietro questo gioiello della casa di Stoccarda, basta guardare i prezzi a cui le 356 speedster vengono vendute alle aste. Stando al Classic Car Yearbook, di Adolfo Orsi e Raffaelle Gazzi, nella stagione d’asta 2018/2019 sono stati aggiudicate ben 25 esemplari, risultato che eleva la speedster alla versione 356 più bramata dagli appassionati Porsche. Su questo piccolo campione la forbice di prezzo va dai 195 mila ai 435 mila euro, con un prezzo medio di aggiudicazione che è stato di 300 mila euro.

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