Oggi l’autopsia sul corpo di Viviana Parisi: nessuna traccia di Gioele

Un percorso inspiegabile, quello di Viviana Parisi secondo gli inquirenti, e che l’avrebbe condotta fino alla morte: chissà da quali fantasmi era inseguita Viviana, lunedì sotto il sole nei sentieri accanto all’autostrada. E chissà dov’è finito Gioele, il figlioletto di quattro anni che probabilmente era con lei. Prima l’uscita a piedi dalla galleria dopo l’incidente con un furgone, poi duecento metri in cammino sul bordo dell’autostrada, poi l’imbocco di un sentiero scavalcando il guard rail e approfittando di un varco nella rete, poi ancora una stradella in direzione opposta, in salita, infine un altro sentiero in discesa che l’ha portata a morire tra rovi e sterpaglie.

«Scavalcato il guard rail poteva camminare in tre direzioni: a sinistra verso Palermo, oppure dritto verso il mare, oppure ancora a destra tornando indietro», raccontano i vigili del fuoco. Ha scelto quest’ultima, ma senza alcun senso logico, sempre che nessuno l’abbia costretta.

L’autopsia sul corpo della dj torinese, prevista per oggi all’ospedale Papardo di Messina, dovrebbe chiarire com’è morta e se ha subito violenza. Due risposte che potrebbero dirigere le indagini verso una delle tre attuali direzioni: si è suicidata? È stata uccisa? Ha avuto un incidente? Il corpo è riverso a terra in posizione prona, le braccia lungo la testa, le gambe divaricate, come se fosse caduta. Ma sul vicino traliccio dell’Enel non sarebbe mai salita, secondo chi indaga.

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