Migranti, solo chiacchiere e sgomento: l’Italia non sa reagire

|a cura di Maria Parente

In Italia la polemica dei migranti non sembra volersi rassegnare rientrando tra gli argomenti più ostici degli ultimi dieci anni ed enfatizzata nell’ultimo biennio dall’ideologia politica della Lega di Matteo Salvini con l’obiettivo di limitare l’ingresso massivo nella nostra Penisola.

Una storia complessa e burrascosa che non può essere riassunta in poche righe ma che di certo non può essere ignorata: cosa dovrebbe fare il Governo , o meglio, come dovrebbe agire per organizzare i numerosi sbarchi dei migranti? E soprattutto, mi domando, è una questione che vuole essere seriamente risolta oppure viene strumentalizzata semplicemente per fare baccano e riempire pagine di quotidiani e notiziari?

Si avanzano proposte e soluzioni appaganti che anche se accolte con favore si rivelano un bluff poiché di fatto poi nulla cambia.

Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno italiano, dal primo gennaio al 31 luglio i migranti arrivati via mare in Italia sono stati 13.710, rispetto ai 3.867 registrati nello stesso periodo dello scorso anno e i 18.546 del 2018. Sono numeri molto lontani dal picco della crisi migratoria, avvenuto tra il 2014 e il 2017, ma mostrano comunque una tendenza in crescita, soprattutto nel mese di luglio. Inoltre, di questi 13.710 migranti, 5.357 sono tunisini, arrivati in Italia per lo più con sbarchi autonomi: una percentuale decisamente alta. L’aumento degli sbarchi di migranti tunisini in Italia sembra essere collegato direttamente alla grave crisi economica e politica in corso in Tunisia, che è ulteriormente peggiorata durante l’epidemia da coronavirus.

La disamina richiede pazienza ed è del tutto inutile inasprire la questione con slogan politici ad hoc, strumentalizzandola, per fomentare la popolazione verso chi umanamente colpe non ha.

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